Colpito dal fulmine, Simone salvato dalla catenina d'oro: ha assorbito la scarica elettrica

Colpito dal fulmine, Simone salvato dalla catenina d'oro: ha assorbito la scarica elettrica
di Marcello Ianni
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Lunedì 29 Agosto 2022, 08:09 - Ultimo aggiornamento: 08:10

Salvato due volte: dalla catenina in oro indossata che sciogliendosi ha abbassato l'intensità della carica del fulmine e dai due amici di escursione che gli hanno praticato una respirazione bocca a bocca ed un massaggio cardiaco. Secondo quanto trapela da fonti mediche, la stabilità delle condizioni in casi del genere viene considerata una buona notizia.

I medici dell'Aquila, quindi, anche se con molta cautela, nutrono delle speranze che Simone Toni di 28 anni di Tivoli possa farcela. In tal senso, i prossimi quattro cinque giorni vengono ritenuti decisivi. In questo periodo verranno fatte prove di allentamento della sedazione per verificare la reazione del cervello quindi i danni cerebrali. Il 28enne è stato raggiunto una notevole scarica elettrica (un fulmine a Campo Imperatore) che gli ha causato un arresto cardiaco: si dovranno valutare i danni conseguenza della mancanza di ossigeno al cervello. Nella notte di sabato il ragazzo è stato sottoposto ad un secondo intervento chirurgico per una fuoriuscita di sangue nel tratto interessato dall'intervento praticato in urgenza di tracheotomia. Il giovane escursionista resta ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale dell'Aquila, stretto tra l'affetto dei suoi genitori ma anche del primario e dei medici tutti.

Poco distanti da lui, ma in altro reparto, sono ricoverati anche Manuel Annese di 30 anni (collega di lavoro di Simone, presso un istituto di Vermicino che svolge servizio di vigilanza per conto della Banca d'Italia) e Christian Damiani di 24, entrambi di Roma, che potrebbero lasciare l'ospedale già da oggi o domani. Sono i due eroi che, impossibilitati a camminare dopo essere stati investiti dal fulmine, si sono trascinati verso Simone svenuto con la pancia a terra e la faccia in una pozza di acqua, per aiutarlo, praticandogli le tecniche rianimatorie (Annese respirazione bocca a bocca, Damiani il massaggio cardiaco) e poi portandolo in spalla per circa 600 metri in un luogo più sicuro in attesa dell'arrivo dell'equipe medica del 118 in eliambulanza che hanno proseguito con le tecniche di primo intervento.

«Se non ci fossero stati loro ha detto Gianni Toni, papà di Simone al Messaggero mio figlio sarebbe morto. Era la prima volta che saliva sul Gran Sasso, ma conosceva la zona dell'Aquila. Sono saliti con il sole, così mi è stato detto dai soccorritori, poi quando hanno visto il tempo peggiorare sono scesi. I medici mi hanno spiegato che la catenina in oro che indossava ha alleggerito la carica del fulmine sul corpo di mio figlio. Una scarica che ha strappato anche i suoi vestiti. Quello che mi dispiace è che questa esperienza rimarrà dentro di loro per tutta la vita. Ringrazio il primario e medici per la grande umanità che stanno dimostrando». Sul caso i carabinieri della stazione di Assergi hanno rimesso una segnalazione alla Procura anche se non ci sono responsabilità di carattere penale.
 

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