La sconfitta di Clara: dopo lo sfratto, perde la casa all'asta. «Disposta a gesti inconsulti»

La sconfitta di Clara: dopo lo sfratto, perde la casa all'asta. «Disposta a gesti inconsulti»
di Maurizio Di Biagio
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Giovedì 26 Maggio 2022, 08:31 - Ultimo aggiornamento: 17:33

È la terza volta che torna ad incatenarsi dinanzi al tribunale di Teramo. «Sono distrutta, potrò pure commettere qualche atto inconsulto» singhiozzava ieri Clara Terribile con la sua prima casa di Mosciano dove risiede che sta per andare all'asta questa mattina. «Ormai è persa» s'accalora il suo legale Mauro D'Amico che si scaglia anche contro gli astanti: «Persone che approfittano delle debolezze dell'esecutato, queste storie devono finire, lo Stato non può permettere uno scempio del genere, non può essere sottratta una donna dal luogo sacro in cui si è costruita un'intera esistenza, io mi batto per l'impignorabilità della casa dove si vive con la famiglia».
«Fa rabbia», prosegue l'avvocato, considerando che Terribile aveva intenzione di rinegoziare il debito (la domanda è stata presentata al tribunale il 13 marzo scorso) saldando il restante 20% della somma che mancava.


«Il Giudice dell'esecuzione - aggiunge D'Amico - si è preso 70 giorni (due mesi e 10 giorni) per rispondere, ovvero comunicare la propria decisione. Inoltre, fatto gravissimo, la sua decisione arriva a due giorni dall'asta, quando non si può fare più nulla, pregiudicando irrimediabilmente i diritti della signora Terribile. Sono stati 70 giorni vissuti con angoscia che hanno danneggiato gravemente la salute della esecutata. A questo punto non so come possa reagire».


Clara singhiozza: «Ho lavorato una vita intera, ho formato migliaia di persone, ho agito nel sociale, e mi trovo ora a combattere un'ingiustizia di un tribunale che non accetta nemmeno la ricusazione di un giudice».
Sì, difatti, il legale D'Amico aveva presentata tale istanza «ma nel provvedimento del rigetto, stilato e prodotto dallo stesso giudice, è stato riportato che non v'erano presupposti perché si potesse astenere dal giudizio, mentre avrebbe dovuto decidere qualcun altro al suo posto. A questo punto mi rivolgerò con un esposto al Csm e ricorrerò in tutte le sedi civili e penali».


L'avvocato è deciso. Lui che è anche presidente Adeci (Associazione Nazionale Espropriazione Case Immobili) spiega che va all'asta «una casa ogni 4 minuti in Italia, 300 al giorno, 126 mila abitazioni in un anno, oltre un milione di vissuti che ogni anno perdono il loro sacro ed inviolabile rifugio. E la politica è il grande assente in tutto ciò perché ciò non rende dal punto di vista elettorale. Un po' come accade per le malattie rare: non interessano a nessuno. Bisogna ribellarsi invece».


Clara ha un velo scuro sotto gli occhiali neri. Anche oggi sarà ammanettata davanti al Tribunale: «Sono pronta a fare qualsiasi gesto, anche inconsulto» ripete' Accanto avvocati, imputati, una ragazza che consegna manifestini. Al telefono invoca una parola ad una persona caritatevole; gli dice: «Non mangio, non dormo, sono dimagrita di diversi chili, non è giusto soffrire così».
 

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