Centro di accoglienza lager, immigrati insultati e picchiati. Uno minacciato con un'ascia

Centro di accoglienza lager, immigrati insultati e picchiati. Uno minacciato con un'ascia
di Marcello Ianni
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Giovedì 17 Novembre 2022, 08:28

La Procura della Repubblica dell'Aquila scopre un presunto centro di accoglienza lager, dove l'unica Legge vigente sarebbe stata quella dei maltrattamenti, minacce, lesioni personali, botte, umiliazioni, privazioni di ogni tipo, allontanamenti dal centro violenti. Quattro indagati

I reati a vario titolo ipotizzati dal pm Fabio Picuti, avvenuti a luglio di quest'anno, sono: sequestro di persona, rapina, maltrattamenti, lesioni personali e falso. Il primo episodio contestato al presidente e a due stranieri collaboratori riguarda il sequestro di un ospite di etnia pakistana (8 gli ospiti parti offese, poco più che ventenni, tra pakistani e afgani) fatto salire con forza, minacciato con un'ascia, ed incappucciato su un furgone per essere poi abbandonato nelle campagne di Bellante (a 60 chilometri da Arischia). Gli stessi per evitare che l'ospite chiedesse aiuto lo avrebbero picchiato e privato del proprio telefono cellulare.

Gli indagati sono accusati di aver minacciato e aggredito ripetutamente 8 ospiti del centro di accoglienza. Ripetute vessazioni morali e fisiche, schiaffeggiati, denigrandoli davanti gli altri ospiti con epiteti quali animale oppure faccia da stupido, non facendoli uscire dal Centro, vietando gli stessi a sottoporsi a visite mediche o cure, somministrando cibo di scarsa qualità e in misura ridotta, impedendo l'utilizzo della cucina. Non solo. Gli ospiti sarebbero stati privati dal kit di prima assistenza previsto in convenzione con la Prefettura dell'Aquila: abbigliamento, scheda telefonica, poket money, materiale didattico per lo studio della lingua italiana, biancheria intima, sapone dentifricio, spazzolino, prodotti per l'igiene personale.


Sempre secondo l'accusa, gli immigrati sarebbero stati costretti a pulire il piazzale e le parti comuni del Centro. Addirittura tre ospiti della struttura erano stati costretti a dormire all'addiaccio al parco del Castello cinquecentesco come punizione per essersi recati in Questura per denunciare la scomparsa del loro amico (il pakistano abbandonato dal gestore della struttura nelle campagne di Bellante in provincia di Teramo ndr) senza aver chiesto il permesso ai responsabili del centro di accoglienza Arischiaccoglie. Spazio anche all'aggressione senza motivo di altro ospite preso di forza dalla sua stanza e scaraventato per le scale e poi fuori dalla struttura, riportando lesioni per fortuna non gravi.
 

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