Abruzzo, l'epidemia vicina al picco: tutti i dati e gli scenari

Abruzzo, l'epidemia vicina al picco: tutti i dati e gli scenari
di Alessia Centi Pizzutilli
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Domenica 16 Gennaio 2022, 09:00

Il Covid non arresta la sua corsa in Abruzzo, dove i casi viaggiano ormai a una media di circa quattromila al giorno, sono 65.753 gli attualmente positivi, il 5,1% della popolazione: in media, cinque persone su cento al momento sono infette. Il dato rappresenta un record assoluto. A preoccupare maggiormente però resta la pressione in costante crescita sulle strutture ospedaliere: per il passaggio in zona arancione mancano ormai una manciata di posti letto occupati in area non critica, appena 22; mentre per il passaggio in zona rossa ne mancano ancora 155 per l’area medica e 16 in terapia intensiva. Numeri che, in base al trend dei ricoveri, non sembrano così lontani.

Proprio per questo le Regioni hanno chiesto di non conteggiare più i positivi asintomatici tra i ricoverati in area medica Covid, allontanando di fatto lo spettro di ulteriori restrizioni dovute a una “retrocessione” di colore. Non sono dello stesso parere i medici, che al contrario si dicono preoccupati perché il problema non verrebbe risolto e si rischierebbe di sottostimare la reale situazione. Il nuovo sistema per conteggiare i pazienti Covid in ospedale, sarebbe quindi inapplicabile secondo gli esperti perché la gestione dei pazienti, indipendentemente dalla presenza o meno dei sintomi, richiede un impegno in termini di personale, procedure e spazi dedicati.

«Non si può omettere di segnalare il Covid, si può anche dire che non è la diagnosi principale, ma è comunque una diagnosi che impegna la struttura ospedaliera - spiega il direttore di Malattie infettive dell’ospedale dell’Aquila, Alessandro Grimaldi - In ogni caso il sovraccarico c’è, perché siamo costretti a isolarli: ci vogliono stanze separate, personale dedicato, in sostanza richiedono attenzione e cure perché possono essere potenzialmente contagiosi per gli altri. Da una parte è vero che non sono prettamente “malati Covid”, ma dall’altra bisogna capire che noi dobbiamo trattarli come tutti gli altri casi legati al virus. Il problema non è se è entrato o no per un problema legato al Coronavirus, quel paziente potrebbe sviluppare complicanze. Il fatto stesso che questi pazienti debbano essere isolati richiede un impegno importante, non li si può mettere in altre aree, quindi la criticità è che richiedono degli spazi e delle cure differenziate, inoltre devono essere posti sotto osservazione perché potrebbero sviluppare la malattia». L’unico modo per evitare l’ospedalizzazione, per Grimaldi sarebbe «la gestione domiciliare, ma non è sempre possibile».

La pressione ospedaliera secondo il direttore dell'Unità operativa complessa di Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti, «è ai massimi livelli». «Abbiamo circa 20 pazienti in attesa di ricovero, ormai abbiamo 137 nella Malattia Covid, siamo di nuovo in una fase di fortissima pressione. Ormai andiamo a lavorare come se fosse la guerra. La speranza è che sia stato raggiunto il picco», spiega. Sull’ipotesi della modifica di conteggio aggiunge: «Non sono d’accordo, si rischia di sottostimare l’impatto che ha il virus sulle strutture sanitarie. Il peso sulla struttura sanitaria è lo stesso, quel paziente che non apparirebbe sul bollettino, infatti, occuperebbe comunque un posto letto in ospedale. Noi in questo momento siamo molto sotto pressione: la tentazione è quella di normalizzare il Covid, ma non si può fare minimizzandone l’impatto, si può normalizzare il virus solo quando tutti saranno protetti. Se il ministero vuole contare solo l’impatto che hanno i pazienti con Covid polmonare perfetto, se lo scopo dell’iniziativa è minimizzare l’impatto sanitario che hanno questi malati sulle spalle di pochi che devono continuare a gestire il Covid no, non funziona così. Il punto è che il conto non cambia, questo deve essere chiaro».

In Abruzzo il tasso di occupazione dei posti letto scende al 21% (-2%) per le terapie intensive e sale al 28% (+2%) per l'area non critica, a fronte di soglie da zona arancione rispettivamente del 20 e del 30%. L'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti è a 2.102 (soglia limite 150). Sono 976 i guariti e 3.835 i nuovi positivi, di età compresa tra 2 mesi e 99 anni, a fronte di 9.540 tamponi molecolari e 23.233 test antigenici eseguiti. 

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