Soldi ai Partiti, il flop del 2 per mille: solo 16mila italiani hanno scelto, raccolti 325mila euro

Martedì 14 Aprile 2015 di Jacopo Orsini
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Il 2 per mille ai partiti è stato un fallimento. Solo 16mila contribuenti hanno deciso di destinare una quota delle imposte pagate sul reddito al finanziamento della politica. Modestissimo il gruzzolo messo insieme: appena 325mila euro. Come era già successo quasi vent’anni fa con il 4 per mille, gli italiani insomma non hanno alcuna voglia di finanziare i partiti, nemmeno se i soldi non devono tirarli fuori dalle loro tasche.

Pochi lo sanno, ma alla fine del 2013 con la legge che abolisce gradualmente il finanziamento pubblico (i fondi verranno tagliati del tutto solo a partire dal 2017) è stato ideato un meccanismo simile a quello dell’8 per mille che finanzia la Chiesa cattolica anche per i movimenti politici. A partire dall’anno scorso si può quindi decidere di destinare il 2% dell’Irpef a un partito.

La speranza dei tesorieri di Pd, Forza Italia e Lega era di compensare con quei soldi almeno in parte il drastico ridimensionamento dei contributi statali. Ma non avevano calcolato da un lato la scarsissima pubblicità data al nuovo sistema (anche nei Caf a volte non ne sanno niente e non ricordano ai contribuenti di fare la scelta) e soprattutto la grande sfiducia degli italiani verso i politici. Risultato solo 16.518 contribuenti su quasi 30 milioni (quelli che nel 2014 hanno consegnato il modello 730 o unico) hanno messo la crocetta su un partito.

In base ai dati del Dipartimento delle Finanze, trasmessi dall’Agenzia delle Entrate, il partito che ha ricevuto più fondi è il Pd, scelto da 10.157 contribuenti (per un totale di 199mila euro). Seguono Lega Nord (1.839 e 28.140 euro) e Sel (1.592 e 23.287 euro). Solo 829 contribuenti hanno puntato invece su Forza Italia (24.712 euro incassati). Ancora meno quelli che hanno destinato i soldi a Scelta civica (156 e 7.102 euro) e Udc (114 per 3.084 euro di contributi). Insomma un disastro.

Il paradosso del fallimento del 2 per mille è che anche lo Stato risparmia. La legge autorizzava infatti una spesa massima di 7,75 milioni per il 2014. In pratica lo stato rinunciava al 2 per mille dell’Irpef per devolverlo ai partiti solo fino a quell’importo. Ma visto che il totale dei fondi raccolto è stato di poco superiore a 300mila euro, il risparmio per le finanze pubbliche dovrebbe essere di circa 7,4 milioni (sempre che non si decida, con un nuovo provvedimento, di versare comunque tutti i soldi). Per quest’anno lo stanziamento massimo previsto è invece di 9,6 milioni, che saliranno a 27,7 milioni nel 2016 e 45 nel 2017. Un livello comunque impensabile da raggiungere visto il flop dell’anno scorso.

Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 11:38

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