Bruxelles blindata, altri 5 arresti. Salah in fuga, trovata Bmw sospetta

Lunedì 23 Novembre 2015
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A Bruxelles l'allerta terrorismo resta al massimo livello dopo il blitz lanciato nella notte dalla polizia belga per stringere il cerchio attorno a Salah Abdeslam, che però è riuscito sfuggire. Oggi sono state fermate altre 5 persone oltre alle 16 delle perquisizioni di ieri notte, portando il totale a 21. Diciassette dei fermati sono poi stati rilasciati e uno solo incriminati. Le perquisizioni sono state 26, due anche vicino a Liegi. Lo comunicano le autorità belghe.

La minaccia, comunque, rimane «seria e imminente», e spinge il Paese a restare blindato. Il primo ministro del Belgio, Charles Michel, ha annunciato che resta a livello 4, il massimo, l'allerta per la regione di Bruxelles capitale per «minaccia imminente». Nel resto del paese è confermato il livello 3. La minaccia è la stessa di ieri. A partire da mercoledì scuole e metropolitane a Bruxelles riapriranno «progressivamente».

«Il lavoro non è ancora finito», ha detto stamani il ministro dell'Interno Jan Jambon. Una valutazione più approfondita sul mantenimento del massimo stato d'allerta sarà condotta nelle prossime ore dall'organismo preposto all'analisi delle minacce alla sicurezza (Ocam).

Salah è ancora in fuga, e non si può abbassare la guardia. La Bmw che si sospettava fosse condotta dal ricercato nei dintorni di Liegi ieri notte è stata ritrovata a Rocourt. Lo riporta il sito di Rtl affermando che il veicolo, contrariamente a quanto riferito ieri da altri media, non è entrato sull'autostrada E40 in direzione della Germania. L'ufficio del procuratore federale ha detto che l'auto sfuggita ai controlli di polizia «non ha legami» con le ricerche di Salah Abdeslam.

La procura ha reso noto con un comunicato che oltre alle 19 perquisizioni compiute nella capitale e a Charleroi, e comunicate nella notte dal procuratore Eric Van der Sypt, «altre 5 abitazioni sono state perquisite nella regione di Bruxelles e due nella regione di Liegi», Operazioni che hanno portato «all'arresto di cinque persone». In una delle perquisizioni di cui parla oggi la procura «è stata sequestrata la somma di 26.000 euro». Tutto il materiale nelle perquisizioni di ieri sera «attualmente è sotto esame».

Le operazioni coordinate della polizia sono scattate nel tardo pomeriggio di ieri, subito dopo che il premier Charles Michel aveva confermato che l'allerta rimane al livello 4. Le forze speciali hanno chiuso un ampio perimetro vicino alla Grand Place, sono entrati in un hotel Radisson poco distante, e hanno compiuto azioni a Etterbeek, Molenbeek, Jette, Anderlecht, Forest, Woluwe. Tutto sotto gli occhi di una città spettrale. A Molenbeek, sono entrati anche a casa dello zio di Salah. Contemporaneamente, altre tre perquisizioni si sono svolte a Charleroi. Ma in tutte le operazioni non sono state trovate né armi né esplosivi.

Intanto, anche per consentire alla polizia di proseguire la caccia ai terroristi, Bruxelles resta paralizzata. Scuole, asili, università e uffici pubblici chiusi, metro e tram sotterranei fermi, centri commerciali serrati, tutti gli eventi aperti al pubblico annullati. Un inedito per il Belgio, una situazione eccezionale dettata dalla gravità della situazione, con un terrorista in fuga pronto a farsi esplodere aiutato da parecchi complici, forse una decina. Il governo belga e l'antiterrorismo temono ancora «offensive a più riprese contro molteplici obiettivi», soprattutto quelli affollati, esattamente con a Parigi. E non hanno intenzione di correre rischi, nonostante ammettano di essere consapevoli dei danni «economici e professionali» che tali misure estreme hanno come conseguenza.

Solo le istituzioni europee lavoreranno, ma si svolgeranno solo le riunioni più importanti, come Eurogruppo e consiglio istruzione, mentre le altre sono state annullate. Per tutti gli altri, la vita dopo il weekend di paura non riparte. I dipendenti pubblici resteranno a casa, e per gli altri, come ad esempio le banche, i datori di lavoro si stanno attrezzando per consentire il telelavoro. Il premier Charles Michel non nasconde la difficoltà della situazione che di fatto paralizza la capitale. Ma, dopo aver presieduto il gabinetto anticrisi, non ha esitazioni: «La minaccia è considerata seria e imminente, temiamo attacchi simili a Parigi da più individui contro più obiettivi».

L'allerta sarà rivista nuovamente oggi pomeriggio ma nel frattempo restano in piedi le misure eccezionali, a partire dal massiccio dispiegamento di polizia ed esercito che pattugliano tutte le deserte strade di Bruxelles, presidiano i pochi negozi aperti, pronti ad entrare in azione. La caccia resta sempre al ricercato numero uno, Salah, e i suoi complici tra cui potrebbe esserci anche un sospetto jihadista britannico, indicato come sodale del boia 'Jihadi John' e ricercato da Londra, che avrebbe usato i suoi stessi contatti belgi per nascondersi a Bruxelles. Il ministro degli Interni Jan Jambon conferma che si cercano «molteplici sospetti, è per questo che abbiamo messo in campo una simile concentrazione di risorse».

All'indagine si lavora 24 ore su 24, assicura il premier Michel. Utilizzando ogni mezzo, forse anche il fratello di Salah, Mohamed, che oggi ha rilasciato interviste a tutte le tv belghe e straniere, chiedendo di nuovo di consegnarsi, perchè la famiglia preferisce vederlo «in prigione piuttosto che al cimitero».

Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre, 17:57

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