Addio a Valentina Ok, la trans neomelodica

Martedì 2 Settembre 2014

Gli amici, purtroppo si aspettavano la notizia da un giorno all'altro. E ieri la notizia arrivata, toccato ad Alberto Selly, cantante e autore del girone neomelodico, confermarla: Valentina Ok è morta, divorata da un male di cui si vergognava, voleva la si ricordasse bella come ai tempi del suo hit neomelodico a cui doveva anche il nome d'arte, oltre all'imitazione-parodia di Rosalia Porcaro che l'aveva trasformata nel personaggio di Natasha.

Eugenio Bennato l'aveva voluta a suo fianco a teatro, Leopoldo Mastelloni aveva diviso con lei un album, John Turturro l'aveva ingaggiata per un cameo in "Passione": tra i suoi ricordi più cari c'era proprio il red carpet nel 2010 alla Mostra di Venezia, per l'occasione aveva rinunciato ai capelli biondi tinti di nero e indossato un abito rosso fuoco.

In un ambiente maschile e maschilista come quello della canzone neomelodica degli anni Novanta aveva imposto il suo personaggio controcorrente. "Antitesi della drag queen" per il sito CulturaGay.it, aveva portato il suo modo di essere trans nelle tv locali, conquistando il pubblico dei bambini con un fare da fatina, che andava a braccetto, nei locali, con le basi dance di canzoni in cui si raccontava senza pudori, da "Ok" ("Ok, se tu mi vuoi, l'appuntamento vale per le sei, sarei una pazza se non ci verrei"!) con i suoi "uh uh" epocali all'orgoglio di "Ragazzo gay": "Ti faranno piangere/ bere le tue lacrime/ tutti quanti contro di te/ e dovrai combattere/ con la solitudine/ contro il pregiudizio che c'è/ Ti sentirai ripetere parole che feriscono/ e resterai in un angolo/ colpito infondo all'anima/ ma tu non lasciarti andare mai/ Hey ragazzo gay/ non arrenderti mai/

forza ce la farai!".

Negli ultimi anni aveva patito un certo isolamento, rimpiangeva gli anni d'oro delle tv neomelodiche, anche le ospitate sulle reti nazionali. Carlo Freccero, all'epoca direttore di Raidue e con Goffredo Fofi e Maurizio Costanzo tra i primi a comprendere la portata dell fenomeno neomelò, l'avrebbe voluta come una sorta di Virgilio sopra le righe per presentare alla nazione il contingente dei D'Alessio e dei Ricciardi, ma le proteste di clero e forze politiche conservatrici lo costrinsero ad impaginare diversamente le puntate di "Napoli che passione".

All'anagrafe Ciro Adorato, aveva pubblicato in copertina dell'album "Il ritmo della tua città" le sue foto da ragazzo e poi da donna, con la scritta "ieri e oggi": "Io ho sentito di essere donna sempre. E non l'ho mai nascosto dall'età di 13 anni".

Ultimo aggiornamento: 4 Settembre, 10:03

LE VOCI DEL MESSAGGERO

"Viaggio sul 44, l'autobus del diavolo"

di Pietro Piovani