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Interventi e screening oncologici: 60mila saltati per la pandemia. La Cisl: "Per recuperarli serve personale"

Belcolle
di Renato Vigna
3 Minuti di Lettura
Giovedì 7 Luglio 2022, 04:50 - Ultimo aggiornamento: 18:43

Oltre 2,5 milioni di euro alla Asl di Viterbo per recuperare le prestazioni perse sotto la pandemia. Negli ultimi due anni, molti pazienti si sono visti annullare interventi chirurgici e visite specialistiche perché la sanità è stata travolta dall’emergenza dettata dal Covid-19. Mentre chi è riusciti a prenotare lo ha fatto ottenendo un appuntamento dopo diversi mesi. Adesso che la pressione sugli ospedali causata dai ricoveri per coronavirus è calata, la Regione ha messo in campo circa 48 milioni di euro a livello laziale per accorciare i tempi. 

Il piano operativo per il recupero delle liste di attesa nei giorni scorsi è stato oggetto di un confronto tra i dirigenti regionali con le forze sociali. “Per quanto riguarda la nostra Asl – spiega Mario Malerba, responsabile del dipartimento sociosanitario per la Ust Cisl di Viterbo - sono previsti circa un milione e 678 mila euro per la specialistica ambulatoriale, 738.437 euro per gli interventi chirurgici 205.200 euro per gli screening oncologici per un totale di 2.621.960 euro”.

Una somma ingente giustificata dal fatto che di strada da recuperare ce n’è parecchia. L’impatto devastante sui servizi di routine della sanità locale sta nei numeri riportati all’interno della deliberazione con cui la Regione approva il piano. Il numero di prestazioni da recuperare per la specialistica ambulatoriale (escluse le Pet, tomografie a emissione di positroni)  è pari a 46.415. Gli interventi chirurgici saltati sono 1.118 all’interno degli ospedali del Viterbese e 216 nel privato accreditato. Ma gli effetti del Covid si sono ripercossi addirittura sui percorsi di screening oncologici: 14.787 le prestazioni saltate e da recuperare.

Ma adesso al pettine è arrivato anche il nodo del personale, come le decine di sanitari assunti con contratti a termine proprio per fronteggiare l’epidemia (molti prorogati proprio nei giorni scorsi dalla Asl di Viterbo sino a dicembre).Inoltre, per assicurare che i numeri previsti nel piano si traducano in interventi e visite occorre forza lavoro. “Nella riunione di venerdì – continua Malerba – il sindacato ha richiesto uno specifico confronto sui processi di stabilizzazione nonché sulla acquisizione di nuove risorse di personale con assunzioni, ottenendo dalla direzione regionale un impegno a una prossima convocazione, anche perché la questione delle risorse di professionisti a vario livello e profilo è determinante per il recupero di tutte le prestazioni non soddisfatte a causa della pandemia Covid”.

Fin qui le richieste della Cisl alla Regione. Ma Malerba ne ha anche per la Asl locale. “Come richiesto a livello regionale dalla confederazione Cisl – conclude responsabile del dipartimento sociosanitario per la Ust Cisl di Viterbo –  auspichiamo a livello aziendale la ripresa dell’ osservatorio sulle liste di attesa per conoscere i programmi di utilizzo dei fondi e per monitorare i vari step di effettuazione delle attività da recuperare per dare conseguenti risposte agli utenti della nostra provincia”.

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