Shoah, a Roma la cerimonia per il 76° anniversario del rastrellamento del ghetto. Raggi: «Senza memoria non c'è futuro»

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«Oggi ricordiamo il 16 ottobre 1943, il rastrellamento degli ebrei dal ghetto. Siamo qui perché Roma non dimentica», queste le parole della Sindaca della Capitale, Virginia Raggi, in occasione del 76° anniversario del rastrellamento del quartiere ebraico e del Portico di Ottavia. «La nostra memoria fa parte della nostra identità e quindi ogni anno continuiamo a celebrare perché non ci siano più episodi come quelli che si sono verificati nel secolo scorso», ha concluso la prima cittadina che assieme alla presidente della Comunità ebraica, Ruth Dureghello, ha deposto delle corone fuori dal Tempio Maggiore a Lungotevere. Quel giorno di 76 anni fa furono arrestate 1259 persone, di cui 1023 deportate ad Auschwitz. Solo 16 riuscirono a tornare vive a Roma.



Una memoria che la Raggi vuole continuare a mantenere viva tra le generazioni più giovani. «Senza memoria non c'è futuro», ha detto la sindaca su Facebook, aggiungendo che «Il ricordo e la conoscenza del passato sono strumenti fondamentali. Il nostro impegno è di custodire e tramandare la memoria di quel che fu alle nuove generazioni in modo che non accadano più gli orrori del passato». Per tenere vivo il ricordo degli orrori della Shoa, la Raggi ha anche annunciato che «A inizio novembre partiremo per il viaggio della memoria. Andremo insieme ai ragazzi delle scuole romane a visitare i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau e quello di Neuengamme ad Amburgo, dove furono uccisi 20 bambini dopo essere stati sottoposti a esperimenti medici».



Anche Piero Fassino, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, ha ricordato la tragedia, scrivendo: «Non dimenticare il male dell'odio razziale e dell'antisemitismo. E combatterlo sempre!» Bruno Astorre, segretario Pd Lazio, in un tweet ha parlato della deportazione di Roma come di «una ferita per l'umanità» che rimarrà «per sempre impressa nella storia della città».
 

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