La Parigi di Maigret, tra place des Vosges e la
Rive Droite

Giovedì 12 Dicembre 2013 di Fulvio Fulvi
La seicentesca Place des Vosges, dove abitarono Maigret e lo stesso Georges Simenon
John Simenon, figlio del grande scrittore Georges, lo ha annunciato il 18 ottobre a Roma durante il Festival Internazionale della televisione: «Ci sarà una nuova serie dedicata a Maigret, una grande coproduzione europea con tutti gli episodi ambientati, ovviamente, a Parigi». In attesa di vedere sul piccolo schermo l'ennesima versione dei gialli simenoniani e di sapere chi sarà il successore di Gino Cervi e Bruno Kremer nei panni del celebre investigatore, ci si può immergere nelle atmosfere parigine descritte dal grande autore belga nelle sue opere. Un viaggio «ideale», ma possibile, nei luoghi di Maigret, che erano anche quelli dello scrittore, cresciuto letterariamente nella capitale francese. Basta leggere uno qualsiasi dei suoi 75 romanzi e 28 racconti sulle «inchieste» del commissario, pubblicati dal 1930 al 1972 (e in Italia ora editi da Adelphi), per incontrare il cuore di Parigi, coglierne il fascino e rimanerne coinvolti.



Il palazzo al 36 del Quai des Orfévres, nell'Île de la Cité, a pochi passi da Notre-Dame, un edificio fino a qualche anno fa sede della polizia giudiziaria, era il regno di Maigret e della sua Brigata omicidi. Passarci davanti suscita sempre una certa emozione. Nel medesimo complesso, che guarda la Senna, c'è il palazzo di Giustizia, alla cui sinistra si trova place Dauphine: ma se cercate l'omonima brasserie dove Maigret ordinava i panini e i boccali di birra da consumare voracemente in ufficio, non la troverete perché è un luogo immaginario (semmai, per placare la vostra curiosità, recatevi al n. 15 della piazza, dove vissero Yves Montand e Simone Signoret). «Reale», in senso letterario, è invece la Taverne Henri IV al civico 13 di place du Pont-Neuf, nella quale, entrando, si può vedere il tavolo riservato al commissario (almeno così è scritto nella targa all'ingresso). Maigret, «popolano» e buongustaio, per gustare andouillette e omelette secondo tradizione preferiva le osterie della Rive Droite piuttosto che i caffé trés chic della Rive Gauche frequentata dagli intellettuali.



Abitava in affitto con la moglie in un appartamento di boulevard Richard Lenoir 132, un vialone con palazzi liberty non lontano da place de la Bastille, nell'11° arrondissement. In tre romanzi, però (tra cui L'innamorato della signora Maigret), monsieur Jules e consorte figurano essersi trasferiti, a causa di lavori nel loro immobile, al 21 di place des Vosges, la stessa abitazione dove ha vissuto per alcuni anni Simenon, in una deliziosa piazza seicentesca con giardino che ritroviamo anche nel romanzo L'ombra cinese (qui, al civico 6, c'è anche la casa natale di Victor Hugo).



Nel tour sulle tracce dal poliziotto più famoso di Francia, non può mancare una visita a Pigalle, il quartiere dei locali notturni, al centro di molte indagini del commissario. Ma tutta la città richiama alla memoria le avventure di Maigret: le stazioni ferroviarie e del Metrò, i canali e le chiatte sulla Senna, le Halles (i mercati generali, ora trasformati in parco e centro commerciale), ristoranti e hotel dei bassifondi, come i bar di rue Popincourt ancora con la segatura sul pavimento, la rue Lepic così densa di varia umanità, ma anche i vialoni eleganti e pieni di mistero di Neuilly e di boulevard Hausemann con le imponenti facciate dei palazzi che, chissà, forse ancora nascondono storie come quelle che ci ha raccontato Simenon nei suoi romanzi.



DOVE MANGIARE:



Chez Léon (32 rue Legendre, www.paris-restaurant-chez-leon.com). Bistrot di una celebre catena in zona Batignolles-Monceau. Maigret ci veniva a mangiare la punta di maiale con le lenticchie. Oggi il piatto forte dello chef sono le cozze, come si preparano in Belgio: servite in una pentola, insaporite con spezie e accompagnate da un piatto di patatine fritte. Era la pietanza preferita dal belga Simenon. Un pasto: da 25 €.



Taverne Henri IV (13, place du Pont Neuf, tel. 0143542790). Una piccola osteria sull'Ile de la Cité, vicino al Palazzo di Giustizia. Maigret ci andava spesso con i collaboratori della Brigata criminale Lucas, Janvier Torrence e Lapointe. Affettati misti e vini bianchi di Sancerre, formaggi tipici, fois gras e le mitiche escargot. Personale cortesissimo. Un pasto: 25 €.



DOVE DORMIRE:



Hotel du cygne (3-5 rue du Cygne, www.cygne-hotel-paris.com). Nel Beauborg, vicino a Boulevard de Sebastopol, a 10 minuti a piedi dal Louvre. Citato in Maigret si difende, è un «due stelle» con camere sobrie ma eleganti e atmosfera familiare. Doppia: da 75 €.



Hotel George V (31, avenue George V, www.fourseasons.com/paris/). Un luxury hotel del gruppo Four Seasons a 200 metri da Les Champs-Elysés. È quanto di meglio si possa avere a Parigi in termini di ospitalità. Potendoselo permettere. Vale la pena almeno una volta nella vita. Più volte Maigret è entrato qui, per incontrare e «interrogare», nella hall o al ristorante, i soggetti delle sue indagini. Citato in Maigret in viaggio e in La testa di un uomo, dove l'aspro e drammatico confronto tra il commissario e il cecoslovacco Jean Radek si consuma proprio a un tavolo del bar dell'albergo. Una doppia: da 875 €. Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre, 13:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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