Ad Aliminusa, in Sicilia, si viaggia tra le pagine di un libro

Lunedì 26 Maggio 2014 di Anna Franco
Veduta di Aliminusa
Spesso leggendo una storia che appassiona e che si svolge in un determinato luogo viene voglia di visitarlo. Allo stesso tempo, dopo un soggiorno in un paese che ha emozionato, si corre in libreria a cercare romanzi, racconti o poesie che riportino proprio in quell'ambiente. C'è chi, infine, non potendo vivere sempre con la valigia al seguito, si concede dei tour immaginari più o meno lontani grazie alle pagine dei libri.



Fondere percorsi e letteratura è indubbiamente un modo ricco, intelligente ed emozionale di partire e proprio su questo principio la casa editrice Dante Alighieri ha ideato e creato i Parchi Letterari. Al momento di tratta di sedici realtà, sparse in tutta Italia, collocate laddove importanti letterati hanno vissuto, scritto e si sono lasciati ispirare, parlando con la terra stessa e con le sue tradizioni. I Parchi Letterari ripropongono la vita e le opere dell'autore, ma anche i panorami, i palazzi, i suoni, i sapori e i colori propri della sua scrittura. Insomma, un percorso sensoriale e culturale che permette di vivere e immergersi completamente in un libro.



Tra le ultime realtà c'è il parco letterario Giuseppe Giovanni Battaglia, ad Aliminusa, in provincia di Palermo. Qui il poeta ha fondato la sue opere in versi, raccontando usi e costumi di una terra aspra, madre e matrigna e, proprio per questo, estremamente affascinante.



La poetica di Battaglia, infatti, si centra su due capisaldi: il valore della terra, esaltata da versi che ne fanno quasi sentire l'odore, e la lotta contro le ingiustizie sociali, esemplificata anche dall'uso del dialetto, tradizionale lingua delle classi più povere e usata come arma di riscatto.



Il parco in questione è nato nell'agosto del 2013 grazie a una delibera comunale e alla gestione pubblica con supporto privato della casa editrice e il focus è sulla vita agricola, quella che in questi luoghi non è mai stata facile, quella che Battaglia considerava un gesto umile, perché per rendere fruttifera la terra è necessario chinarsi e partire verso i campi quando è ancora buio, tornando a casa quando è già buio. Proprio per tale motivo c'è anche il progetto di inserire uno zoo contadino (di quelli con animali da fattoria) all'interno della struttura.



La gente di Aliminusa è ospitale, ma anche aspra, come la terra sulla quale vive. Le attività lavorative dure, che fiaccavano corpi e anime, sono rimaste nella memoria e nel dna di questo popolo, come la tessitura al telaio, quella delle ceste di vimini o la preparazione di dolci in grado di indebolire anche i polsi delle massaie più robuste. Negli anni passati molti sono emigrati in cerca di vite più agiate, ma, dopo la delusione industriale, le nuove generazioni stanno tornando nel loro territorio di origine, creando realtà turistiche semplici, ma saporose. Aromi che si ritrovano nella vasta gamma dei formaggi, dove il latte è esaltato dalla lunga stagionatura e dall'uso del pepe. Da non farsi mancare tra i souvenir anche le varie conserve, come l'astrattu (il concentrato di pomodoro), u pummìramuri sutt'ogghio (il pomodoro essiccato sott'olio), i mulincani e pipi sutt'ogghio (le melanzane e i peperoni sott'olio) e le marmellate di frutta. Per i golosi di dolci immancabili sono anche: i cuccidati, biscotti decisamente calorici, ma dal gusto intenso, i famosi cannoli, gli scuocchi, che sono dei fiocchi di pasta che formano una torta, gli sfinci, palline dolci fritte, o la pigniulata, a base di farina, uova, cannella e miele, o, ancora, a cuccìa, un piatto a base di grano cotto condito con olio extravergine di oliva, ricotta e cioccolato fondente e legato alla festa di Santa Lucia.



Impasti complessi, che richiedono passione e forza fisica, oltre che molte ore di lavorazione e che, spesso, la moderna industria alimentare snobba in favore di procedimenti più celeri e meno impegnativi.







I NOSTRI CONSIGLI



Aliminusa è un piccolo paese e la ristorazione non è ancora ampiamente sviluppata come altrove. Il consiglio, per assaporare dei piatti tipici e genuini, è di farsi consigliare in loco, ma anche non mancare una visita al ristorante pizzeria Armisch (tel. 0918997209), in via Aspromonte 1. Consigliato mettere nel piatto: tagliatelle con le lenticchie, pasta con i ceci o con le fave, riso con finocchietti selvatici, la pasta con la cicoria o cardi, carciofi e broccoli fritti e a ghiotta (con verdure varie, merluzzo e olive).



Il Parco Letterario si trova a ovest del centro abitato e si estende su circa tre ettari. All'interno si possono visitare il giardino della memoria, il labirinto del tempo, il centro servizi e le terrazze panoramiche, con tanto di attrezzature per lo sport e per il tempo libero.



Ad Aliminusa meritano una visita il baglio baronale, la più antica costruzione del paese, sovrastata da una torre centrale, e la chiesa di Sant'Anna, del 1635, sulla piazza punto di ritrovo della comunità.



Tra le strade tortuose delle Madonie, le rocce, i campi e il mare si estende anche il Parco Imerese, realtà nata tra la collaborazione di ventotto comuni, che celebra la fine del sogno industriale riconvertendo il territorio al turismo, all'agricoltura, alla natura e al folklore.



Per informazioni su Aliminusa e sul parco letterario Giuseppe Giovanni Battaglia: tel. 091.8999180



Per informazioni sul Parco Imerese: www.imerasviluppo.it



Dove alloggiare:



Casa vacanza Dolce Rosolino, via Generale Grisanti 20, tel 091.8997053



Casa vacanza Graziano Salvatore , via Stefano Mogavero 9, tel 091.8997030 / 366.6725389



Casa vacanza Barreca Calogero, via Generale Grisanti 94, tel 335.8210977



Casa vacanza Barreca Loreta, via Anime Sante 6, tel 091.8997228 / 329.7129837 Ultimo aggiornamento: 30 Maggio, 15:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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