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Covid, nessun contatto tra le suore positive e gli alunni della scuola della Balduina

Covid, nessun contatto tra le suore positive e gli alunni della scuola della Balduina
di Franca Giansoldati
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 18 Novembre 2020, 09:54 - Ultimo aggiornamento: 10:16

Città del Vaticano – Le suore Maestre Pie Filippine contagiate dal Covid, che hanno concesso in comodato gratuito all’Istituto scolastico Ovidio, un’ala intera del complesso edilizio di Via Sangemini, alla Balduina, per ospitare 250 alunni distribuiti in 14 classi, garantendo il distanziamento ed evitando il ricorso ai doppi turni, non hanno mai avuto contatti con i ragazzi. La precisazione arriva per rassicurare alcuni genitori allarmati per un cluster di contagio nel convento delle religiose. 

Nell’ala dell’edificio dove è situata la scuola «le suore non vi sono pertanto più entrate né hanno avuto, sin dall’inizio dell’anno scolastico, spazi o momenti di contatto con i ragazzi, su esplicita e tassativa disposizione della Superiora Provinciale, che ha inteso così evidenziare rispettosamente la separazione tra le due realtà, della comunità religiosa e della scuola pubblica» si legge in una nota. 

Sin dal mese di ottobre nella scuola si sono riscontrati ripetuti casi di alunni positivi al Covid e le rispettive classi sono state conseguentemente poste in quarantena su disposizione delle autorità sanitarie. 

Martedì 3 novembre due religiose, che accusavano sintomi di malessere, sono risultate positive al test e poste, di conseguenza, in isolamento nelle loro stanze. Contestualmente, la superiora ha chiesto – e insistentemente sollecitato - che l’ASL sottoponesse a tampone l’intera comunità, cosa che è avvenuta il giorno 7. All’esito di laboratorio, il giorno 11, venti suore sono risultate positive. 

«La superiora ne ha tempestivamente informato la scuola, che si è messa, con altrettanta immediatezza, in contatto con la ASL, per riceverne le opportune indicazioni. La ASL, già a conoscenza, per averlo accertato tramite i propri operatori, del contagio intervenuto tra le suore, non ha tuttavia ritenuto che sussistessero le condizioni per chiudere la struttura. Nonostante le rassicurazioni della ASL le suore hanno comunque chiesto e ottenuto che le famiglie fossero informate di quanto accadeva nella loro comunità» si legge ancora. 

L'istituto scolastico nel frattempo è intervenuto per dare atto alle Maestre Pie Filippini di avere non solo accolto generosamente 250 ragazzi, ma di avere anche rispettato, rigorosamente, senza eccezione alcuna, le condizioni di separazione dei locali adibiti a scuola. «L'istituto Ovidio stigmatizza pertanto le dichiarazioni che alcuni genitori hanno riportato sui social e ad organi di stampa, ipotizzando presenze e interferenze, apportatrici di contagio e mai avvenute, da parte delle religiose, nei locali scolastici». 

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