Casalinghe, con la pandemia raddoppiati gli infortuni in casa

Casalinghe, con la pandemia raddoppiati gli infortuni in casa
di Selenio Canestrelli
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Venerdì 14 Maggio 2021, 08:32

PERUGIA - Lavori in casa, raddoppiano gli infortuni e le casalinghe sono sempre più a rischio proprio dentro le mura domestiche a causa dei carichi di lavoro e dell’incremento dell’età di chi si prende cura della famiglia a titolo gratuito. Oltre 90mila sono le donne che in Umbria si dichiarano casalinghe secondo l’Istat, e quasi la metà di queste ha oltre 65 anni. Di contro aumentano anche i rischi in casa: infatti, secondo quanto emerge dagli ultimi dati disponibili dell’Inail, gli infortuni domestici sono quasi raddoppiati in un anno: nel 2019 45 sono state le denunce presentate all’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (contro le 27 del 2018 e le 15 del 2017). La maggior parte degli infortuni sono stati registrati nella provincia di Perugia (29) e hanno riguardato soprattutto fratture dovute a cadute accidentali nelle abitazioni durante le faccende domestiche. Di tutte le denunce presentate all’Inail 20 sono state accettate dall’Istituto senza ottenere però un indennizzo. Un altro dato preoccupante è che gli incidenti domestici sono più frequenti ai danni delle casalinghe con un’età compresa tra i 60-65 anni, a dimostrazione che nell’ambito famigliare sono sempre più le persone anziane a prendersi cura della famiglia non senza, appunto, conseguenze. Ed è sempre più motivo di allerta: la presidente regionale dell’Auser, Tiziana Ciabucchi sottolinea come la condizione delle donne che si fanno carico non solo della vita domestica, ma anche della cura dei familiari sia sempre più un peso enorme da portare avanti con pochi sostegni sociali:

«Negli ultimi periodi le casalinghe hanno dovuto prendersi in carico un lavoro di cura maggiore. Da tempo diciamo che c’è la necessità di avere maggiori servizi all’interno del territorio come quelli domiciliari e territoriali: non si può pensare che la cura di bambini e anziani sia a carico delle donne che oltre al lavoro esterno aggiungono quello familiare. Assistiamo a un accumulo maggiore di lavoro sulle spalle delle donne costrette a ottimizzare i tempi per cercare di far quadrare tutto con i rischi che ne potrebbero conseguire». Concetti ribaditi anche dai pensionati dello Spi Cgil di Perugia, convinti che “sempre più sulle donne è riversata l’assistenza in casa, diventando un sovraccarico materiale sia fisico che psicologico”. Ma ecco, secondo quanto riporta una recente indagine Istat sulla condizione delle casalinghe, quali sono le tipologie di incidenti più frequenti: a guidare la preoccupante classifica c’è la caduta che ha riguardato il 65% delle casalinghe coinvolte in un incidente, seguono le ustioni (18,5%) e le ferite (14%). La cucina è il luogo più a rischio dove avvengono la metà degli incidenti. Sono i lavori domestici la causa degli incidenti più frequenti. Oltre il 63% avviene, infatti, durante lo svolgimento delle faccende domestiche. Per quanto riguarda le lesioni, quella più diffusa tra le casalinghe è la frattura (36%). Intanto, gli occhi sono puntati anche sull’assicurazione obbligatoria per il settore, ma anche sul più recente bonus casalinghe, assicurazione alla quale sarebbero iscritte poco più di un terzo della platea, “estendendo la tutela assicurativa alle persone di età compresa tra i 18 e i 67 anni, con un incremento delle prestazioni assicurate a fronte dell’innalzamento dal premio assicurativo annuo da 12,91 euro a 24 euro. Con la nuova legge ha previsto, infatti, l’abbassamento del grado di inabilità permanente dal 27% al 16% per aver diritto alla rendita vitalizia con il rateo mensile che oscilla da un importo minimo di 106,02 euro, per inabilità del 16%, ad un massimo di 1.292,90 euro, per inabilità del 100% (importi soggetti a rivalutazione)”. Inoltre, qualora l’inabilità permanente fosse tra il 6% e il 15%, «viene corrisposta una prestazione una tantum di importo pari a euro 300, soggetto a rivalutazione e la corresponsione dell’assegno per l’assistenza personale continuativa ai titolari di rendita per infortunio domestico che versano in una o più delle gravi condizioni menomative. Si tratta di un assegno mensile, rivalutabile nel tempo, costituisce un’integrazione della rendita, non è soggetto a tassazione Irpef e non è cumulabile con altri assegni di accompagnamento».

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