Addio a Remo Remotti, il poeta di Roma se ne va a 90 anni

Lunedì 22 Giugno 2015 di Fabrizio Zampa
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Sembrava impossibile, e lui era il primo a esserne sicuro, che un giorno o l’altro se ne potesse andare.

A novantun anni il mitico Remo Remotti, romano nato il 6 novembre 1924, continuava ancora a muoversi come se ne avesse venti e a interpretare alla perfezione il suo ruolo di guru della cultura romana.

L’anno scorso, quando era solo un ragazzo novantenne, un semplice sessuomane di sinistra, come amava definirsi, fu organizzata in una galleria una mostra delle sue prime opere intitolata ”Ho rubato la marmellata” e lui sparse la voce che era il suo funerale. ”Meglio da vivo che da morto”, disse.

Sì, Remotti era un personaggio straordinario, bastava parlargli cinque minuti per restare affascinati, e per chi lo ha conosciuto, sia pure in una breve chiacchierata in qualche club, è difficile credere che la notizia della sua scomparsa non l’abbia diffusa lui stesso.

Pieno di vita, di voglia di vita, di desiderio di stimolare vitalità in chi gli capoitava a tiro, ha avuto sua figlia Federica (era sposato con Luisa Pistoia) quando aveva ”solo” 64 anni, ma la sua storia è così affollata di avvenimenti, spostamenti esperienze e avventure che è difficile orientarsi nel modo giusto fra le sue pieghe. Attore di cinema e teatro, l’avete visto recitare Céline, Bukowski, Pasolini, Nietzsche, oppure in film di Nanni Moretti, Ettore Scola, Carlo Verdone, Marco Bellocchio (Ci feci Salto nel vuoto, e a differenza di me, che ho avuto un’infanzia meravigliosa, era un uomo molto tormentato”), Nanni Loy, i Taviani, Federico Zampaglione, poi nel 2012 si è operato a un femore e ha smesso coi film. Pittore, scultore (alcune sue opere sono alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna), scrittore e umorista provocatorio, illuminato da una sana dose di follìa, da anni ha riscoperto la musica, ovviamente a modo suo, e ha dato molti spettacoli di tendenza con varie band.

Lo scrittore, performer e artista a 360 gradi aveva al suo attivo tanti dischi pieni di humour cinico e spietato (vedi Canottiere: «Sono 70 anni che faccio il canottiere sul Tevere e mi godo il sole di Roma e la presenza goliardica, sana e gioiosa dei miei fratelli fiumaroli...») e se volete capire dove va il mondo, se vi piace la provocazione e se vi diverte il suo mix di poesia e parole in libertà, beh, farne una più profonda conoscenza è l’occasione ideale. Qualcuna delle tante cose che ha fatto? Ci viene in mente la rassegna musical-letteraria Suoni Di...Versi, dove a San Lorenzo interpretava i suoi cavalli di battaglia, brani assai vicini al rap, da Me ne vado da Roma a Silvana e Roma addio, fino ai pezzi del recente album "In voga", come "La guerra dei vecchietti", che fanno subito indovinare il pensiero di chi, come lui, era dichiaratamente un maniaco sessuale di sinistra. Uno spettacolo su Napoli, Roma e Sudamerica intitolato "Me ne vado da Napoli", con tanto di racconti delle sue avventure in Sudamerica. Il mix di musica e racconti "Volemose bene". Il libro intitolato "Sesso da ospizio", nel quale spiega come il sesso migliore sia quello che si vive dopo gli 80 anni. Mille recital a base di ironia, atmosfere surreali, musica, reading e altri ingredienti. Lo spettacolo "Sesso! Aperto 24 ore", dove, nei panni del poeta rock, era protagonista con Andrea Evangelisti, altro fine dicitore accomunato dalla stessa passione: un mix di poesia e parole in libertà, tema, naturalmente, il sesso. Il suo ultimo album "In voga" è ormai un disco cult per tanti giovani intellettuali italiani.

Potremmo dirne tante altre, ma l’immagine del suo sorriso, la contagiosità del suo humour, qualla libertà che amava sopra ogni altra cosa (settant’anni fa emigrò in Perù perche in Italia gli facevano schifo le doifferenze di classe, e lì rimase 7 anni, dipimgendo, fondando una compagnia di taxi e fallendo perché era incapace di sfruttare gli autisti) sono il modo migliore per non dimenticare quel vecchio pazzo che dava dei punti, per intelligenza, spirito, acutezza e capacità di sognare, a qualsiasi giovane nel raggio di un continente, o giù di lì.

La camera ardente in Campidoglio. Mercoledì 24 giugno ci sarà la Camera ardente per Remo Remotti in Campidoglio. Dalle 10.00 alle 13.00, nella sala del Carroccio del Campidoglio, sarà possibile rendere omaggio all'artista morto la scorsa notte a Roma.

Ultimo aggiornamento: 25 Giugno, 17:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA