Carone, i Dear Jack e la canzone sulla pedofilia esclusa da Sanremo: «Tante vittime ci hanno ringraziato»

Venerdì 24 Maggio 2019

di Veronica Cursi

Esclusi da Sanremo, premiati da web e critica, Pierdavide Carone e i Dear Jack si sono presi la loro piccola rivincita, che poi tanto piccola non è stata. “Caramelle”, il brano realizzato dal cantautore ex di Amici e dal gruppo romano, che affronta senza tanti peli sulla lingua il tema della pedofilia, dopo essere stato scartato all’ultimo Festival di Baglioni, ha raggiunto 5 milioni di visualizzazioni su Youtube e adesso è pronto a sbarcare sui palchi di tutta Italia in un tour estivo che partirà oggi da Roma all’Auditorium parco della Musica. «Dal giorno della pubblicazione del pezzo siamo stati contattati da tantissime persone che hanno vissuto una storia simile a quella che raccontiamo e che ci hanno parlato delle loro ferite – spiega Carone - Da una canzone del genere non si torna indietro e queste testimonianze sono la prova che anche un testo di pochi minuti può essere utile per chi ha vissuto drammi come questo e magari non ha avuto la forza di denunciare».

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La canzone, dopo l’esclusione da Sanremo e la diffusione online ha conquistato il pubblico e moltissimi colleghi come Giorgia, i Tiromancino, Ermal Meta e i Negramaro che hanno lanciato l’hashtag #canzonecontrolapedofilia. Caramelle è stata sostenuta da onlus che difendono le vittime di abusi e si sta lavorando a un progetto da portare nelle scuole con il ministero dell’Istruzione «perché il potere della musica non va mai sottovalutato». «La canzone che racconta la storia di Marco e Marica, 10 e 15 anni, si ispira ai fatti di cronaca che purtroppo leggiamo quasi ogni giorno - spiega ancora Carone - ragazzi e adulti ci hanno scritto da ogni parte d’Italia: per noi questa è stata la gratificazione più grande». L’esclusione da Sanremo è stata oggetto di polemiche tra i Dear Jack, Carone e Claudio Baglioni. «Probabilmente non ci consideravano all’altezza di quel Festival. Baglioni non si è mai fatto sentire e un po’ ci è dispiaciuto». Anche perché Pierdavide aveva già portato sul palco del Festival con Lucio Dalla una canzone come “Nanì” che trattava un altro argomento scottante come il rapporto tra un adolescente e una prostituta. «Il fatto che fosse sostenuto da Dalla probabilmente ha avuto un altro peso e comunque a Lucio “Caramelle” sarebbe piaciuta moltissimo, ne sono sicuro». Ma quel no non ha fermato Carone e i Dear Jack che vedono ancora l’Ariston nel loro futuro: «Sanremo è un luogo sacro». E sulla possibilità che possa essere Mina il nuovo direttore artistico non hanno dubbi: «Piacerebbe a tutta Italia». «Suonare al Festival sarebbe stata un’occasione importante perché pensiamo che quel palco possa rappresentare il posto ideale per parlare di certe tematiche», ripetono. Ma il Festival non è tutto. «E noi, credeteci, abbiamo vinto comunque».

Ultimo aggiornamento: 26 Maggio, 18:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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