Firenze, “Yemen nonostante la guerra” al Middle East Now

Domenica 6 Settembre 2020 di Elena Panarella e Rossella Fabiani
Il maestro che fonda una scuola nella sua casa; la ragazza che studia musica contro il parere dei suoi conoscenti e vicini; il giornalista che si sostituisce all’ispettore di polizia per ristabilire la giustizia; il regista che sfida la censura e produce il primo film yemenita dopo 20 anni; la famiglia di sfollati che si organizza come può per pagare l’affitto, senza chiedere l’elemosina ma inventandosi un lavoro umilissimo di vendita di spazzolini da denti per le strade. È l’affresco di un mondo che non si piega, che vagheggia il suo onorevole passato che è sempre stato la tomba delle potenze regionali che hanno provato a conquistarlo. Lo ha tracciato Laura Silvia Battaglia nel film documentario “Yemen nonostante la guerra” proiettato in una speciale anteprima italiana, alla presenza dell’autrice, a Firenze nell’ambito del Middle East Now Festival e che si potrà rivedere su Rai3 giovedì 19 settembre in seconda serata.

“Yemen, nonostante la guerra”, oltre a raccontare un conflitto locale diventato regionale con l’intervento dell’Iran e dell’Arabia Saudita, è il primo documentario che racconta la società civile che resiste nello Yemen in guerra: oltre le bombe, la violenza delle milizie e una crisi sanitaria devastante, già si vedono i germogli di una possibile ricostruzione. Ma questa buona volontà non viene dalla politica locale, regionale o internazionale ma da uomini e donne semplici, fortemente resilienti e che, con l’impegno personale, contribuiscono a mantenere salda la loro identità culturale originaria, rischiando in prima persona. Un’operazione coraggiosa e inusuale perché riesce a dare voce a persone e storie che non hanno voce e che si allontanano dalla (seppur poca) narrativa mainstream di questa guerra, composta da coverage prevalentemente umanitario.

Il documentario, prodotto da Todos Contentos Y Tambien Napoli e Ga&A in collaborazione con Rai Doc3, è frutto del lavoro di Laura Silvia Battaglia, giornalista italo-yemenita che ha vissuto per alcuni anni in Yemen, da cui si è allontanata temporaneamente all’inizio della guerra, per poi rientrarci più volte durante il conflitto. La Battaglia è riuscita a raccontare situazioni che non possono essere raggiunte con il giornalismo embedded da entrambe le parti in lotta e ha lavorato con producer e cameraman locali ciascuno nel proprio territorio sotto la sua direzione. Il documentario, ambientato ad Aden, Taiz e Sana’a, con dei passaggi in altre zone a Nord e a Sud (Khamer, Hajja, Lahji), utilizza anche tutto l’archivio inedito della giornalista, nonché il materiale da lei raccolto durante i suoi ingressi più recenti nel Paese in guerra. © RIPRODUZIONE RISERVATA