Al Trieste Film Festival dal 18 al 25 gennaio anche una rassegna sul Muro di Berlino

Giovedì 17 Gennaio 2019
Trent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, trent'anni di festival. Dal 18 al 25 gennaio si svolgerà il Trieste Film Festival. Da allora la città e il più importante appuntamento italiano con il cinema dell'Europa centro orientale, diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo) continuano a essere un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti al pubblico italiano. Venerdì 18 gennaio a inaugurare il programma al Politeama Rossetti sarà “Meeting Gorbacev”, il film che segna l’incontro tra il grande Werner Herzog (co-regista insieme ad André Singer, che introdurrà la proiezione) e Michail Gorbacev, offrendo uno sguardo inedito su alcuni degli eventi più significativi della fine del XX secolo – dal disarmo nucleare all’unificazione della Germania. A seguire si apre anche la retrospettiva che il festival dedica al Muro, “Possession”, capolavoro di Andrzej Żuławski e “protagonista” dell’immagine scelta per il manifesto di questa edizione: una foto scattata da Dominique Issermann in una pausa di lavorazione del film, e che ritrae la protagonista Isabelle Adjani mentre salta la corda, proprio accanto al Muro.

Il film di chiusura sarà
“The White Crow”, il nuovo lavoro di Ralph Fiennes dedicato alla giovinezza di Rudolf Nureyev che accompagnerà la cerimonia di premiazione martedì 22 gennaio. Nucleo centrale del programma si confermano i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, cortometraggi e documentari: a decretare i vincitori, ancora una volta, sarà il pubblico del festival. Nove i film, tutti in anteprima italiana, che compongono il Concorso internazionale lungometraggi. Molte le storie al femminile: dall’adolescente “Alice T.” raccontata dal rumeno Radu Muntean (a interpretarla Andra Guți), alla quarantenne Anna che in “Egy Nap” dell’ungherese Zsófia Szilágyi cerca di salvare dalla frenesia del quotidiano ciò che di fragile e unico c’è nella sua vita. Da sempre al centro delle attenzioni del festival Sergej Loznica torna con il suo personalissimo manuale di sopravvivenza nel suo Donbass che gli è valso il premio per la migliore regia al Certain Regard di Cannes al Muro.

Il Muro sarà al centro di una eccentrica rassegna, Tales from the Berlin Wall, che – spiegano i direttori artistici del festival – porta con sé un pizzico di quell'umorismo che contraddistingue la cultura mitteleuropea, che mescola l’alto e il basso, il dramma e la commedia. 4 i titoli in programma:
Uno, Due, Tre! di Billy Wilder (1961), realizzato a Berlino proprio nell'estate in cui il Muro fu eretto; “Totò e Peppino divisi a Berlino” di Giorgio Bianchi (1962), instant comedy scritta da Age e Scarpelli con le scene del muro ricostruite all'ippodromo di Tor di Valle di Roma; il documentario candidato all'Oscar “Rabbit à la Berlin” di Bartosz Konopka (2009), che racconta la vita quotidiana della Berlino del muro attraverso gli occhi della colonia di leprotti che per decenni abitò la striscia della ‘no zone’, “Possession” di Andrzej Żuławski (1981), potente e orrorifica metafora del male nell'uomo e nella società contemporanea. E per finire “La scelta di Barbara” (2012), il film di Christian Petzold premiato con l’Orso d’argento a Berlino. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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