Le migrazioni tra Italia e Tunisia diventano cinema: dal 15 maggio la rassegna “Dalla casbah di Mazara del Vallo alla piccola Sicilia de La Goulette”

Le migrazioni tra Italia e Tunisia diventano cinema: dal 15 maggio i film vanno online
di Rossella Fabiani
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A una ventina di chilometri da Hammamet c’è un piccolo villaggio sul mare, Salloum, che qualcuno chiama “il paese dei siciliani” perché furono i pescatori che partivano dall’isola a stabilire qui una base per il loro lavoro e a lasciare un segno che ancora adesso si conserva. Alcune case con i tetti spioventi fatti di tegole in un panorama di tetti a terrazza, tipici della tradizionale architettura tunisina. È soltanto un piccolo esempio, una prova per lo più trascurata di uno scambio di presenze e di culture che viene da lontano, da quando quelle che oggi chiamiamo migrazioni non erano a senso unico. E a questa lunga storia di scambi tra Italia e Tunisia è dedicata anche una rassegna cinematografica online - “Dalla casbah di Mazara del Vallo alla piccola Sicilia de La Goulette”- al via il 15 maggio fino al 22 maggio sul sito cinemaaumusee.org. Organizzata per la prima volta dall’ambasciata di Tunisia in Italia in collaborazione con l’associazione “Ciné-Sud Patrimoine”, la rassegna proporrà al pubblico dodici film - tra lungometraggi, corti e documentari - firmati da registi tunisini e italiani che, nel corso degli ultimi trent’anni, hanno raccontato l’importanza e l’intensità delle migrazioni tra l’Italia e la Tunisia.

Con più di un secolo di scambi tra le due sponde del Mediterraneo che, dall’arrivo dei primi siciliani e livornesi emigrati in Tunisia, giunge fino ai giorni nostri. E se cento anni fa gli italiani residenti in Tunisia, erano quasi 120 mila, sparsi in diverse città e villaggi da Tunisi a Biserta, Sfax, Sousse e altri - arrivati già alla metà dell’Ottocento - oggi sono rimasti in poche migliaia e soltanto 900 sono i discendenti dalle famiglie di antica emigrazione.

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L'iniziativa - «Questa iniziativa - sottolinea l’ambasciatore di Tunisia in Italia, Moez Sinaoui - ci invita a guardare al fenomeno delle migrazioni tra i nostri due Paesi in tutte le sue dimensioni: storica, sociale e culturale, permettendoci di conoscerlo in profondità e di capirne la portata attuale». Attraverso questa rassegna, dice il regista tunisino Mohamed Challouf, tra i fondatori dell’associazione Ciné-Sud Patrimoine «abbiamo voluto mettere a disposizione del pubblico un prezioso patrimonio audiovisivo formatosi grazie al lavoro di registi tunisini e italiani quali Mahmoud Ben Mahmoud, Marcello Bivona, Olfa Chakroun, Stefano Savona, Giovanna Taviani, Tarek Ben Abdallah, Gianfranco Pannone, Ernesto Pagano, Enrico Montalbano che, con le loro diverse sensibilità, hanno raccontato queste migrazioni attraverso le testimonianze dei diretti protagonisti».

Come quella di Elsa De Giorgi, da decenni cittadina di Tunisi, che nel film in rassegna “Chichkhan” - Gioiello di Famiglia - di Mahmoud Ben Mahmoud e Fadel Jaaibi (1991), racconta come il clima dell’epoca fosse basato sulla reciproca tolleranza e sul rispetto delle differenze. Antiche armonie culturali che negli anni sono andate lentamente sgretolandosi. La nostalgia per un’epoca passata lascia poi il posto allo sgomento all’arrivo di un Islam irriconoscibile in “Ritorni” di Giovanna Taviani (Italia-Francia, 2006). Sembrano sovrapporsi la casbah di Mazara del Vallo e la città di Mahdia 200 chilometri più a sud della costa siciliana nel documentario di esordio di Stefano Savona, non a caso intitolato "Un confine di Specchi”, con gli emigrati siciliani in Tunisia e quelli tunisini in Sicilia.

A Tunisi la comunità italiana viveva di fronte alla spiaggia di La Goulette, quartiere popolare e multietnico, pieno di ristoranti all’aperto, dove tutti vivevano in accordo, partecipando alle feste religiose dei diversi credi (affollatissima la processione cattolica di Santa Felicita Perpetua). E a La Goulette era legata Claudia Cardinale, “siciliana di Tunisia da tre generazioni” come racconta l’attrice stessa nel ritratto del 1994, un corto di 26 minuti, di Mahmoud Ben Mahmoud e Mohmed Challouf “Claudia Cardinale, la più bella italiana di Tunisi”. “L’Oriente,| lì sono le mie radici e quelle della mia famiglia, che veniva da Trapani, - dice la Cardinale - e a La Goulette, mio nonno aveva creato una compagnia che costruiva navi da pesca”.

L'evento - Ogni film in rassegna segue questo fil rouge che da anni unisce l’Italia e la Tunisia. A inaugurare questo particolare festival, sabato 15 maggio alle ore 21, sarà la performance musicale del duo italo-tunisino Salvatore Morra (oud, il liuto arabo) e Marzouk Mejri (voce e percussioni). Seguirà la proiezione del documentario “Claudia Cardinale, la più bella italiana di Tunisi”. Giovedì 20 maggio alle 16 si terrà una tavola rotonda dal titolo “Il ruolo del cinema nella salvaguardia della memoria italo-tunisina” alla quale parteciperanno tutti i registi delle pellicole proposte dalla retrospettiva. A chiudere la rassegna, sabato 22 maggio alle ore 21 l’incontro virtuale dal titolo “Dalla Piccola Sicilia de La Goulette alla Casbah di Mazara del Vallo”, con il professore Abdelkarim Hannachi e lo studioso Jamel Louini, che ripercorreranno la storia di due quartieri iconici della presenza italiana in Tunisia (la Piccola Sicilia a La Goulette) e quella tunisina in Italia (la Casbah di Mazara del Vallo). L’appuntamento sarà moderato dal professore Gabriele Montalbano, docente presso il Dipartimento di Storia, Culture e Civiltà dell’Università di Bologna. Le proiezioni sono in versione originale con sottotitoli (italiano/francese).

Martedì 11 Maggio 2021, 14:55 - Ultimo aggiornamento: 15:44
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