Paola Cortellesi: "Io, donna normale e agente speciale contro i soprusi dei bulli del nostro quotidiano"

Venerdì 19 Aprile 2019
Dopo il blockbuster di "Come un gatto in tangenziale" e "La Befana vien di notte", Paola Cortellesi torna al cinema con "Ma cosa ci dice il cervello"  del regista e marito Riccardo Milani. "Sono una donna con una doppia vita: cerca di essere invisibile, una impiegata del ministero che si trasforma in agente segreto, ma che finisce per essere una mamma assente e incompresa. Vede attorno a sé i soprusi quotidiani di vessatori a cui ci stiamo abituando (il bullo che picchia il prof, i professionisti della doppia fila, i genitori ultrà del calcio giovanile, ndr) e reagisce da donna della Sicurezza Nazionale.
Attorno a me e alle mie trasformazioni un cast pieno di talenti e amici (Carla Signoris, Paola Minaccioni, Stefano Fresi, Lucia Mascino, Vinicio Marchioni, Ricky Memphis, Claudia Pandolfi e Alessandro Roja e Remo Girone, ndr) che hanno avuto piacere di essere dentro un film in cui si mettono alla berlina i comportamenti inurbani ed  emerge anche la difficoltà di essere donna lavoratrice e madre a Roma, dove si fa più fatica rispetto a saltare come Tom Cruise da un palazzo all'altro, come in Mission Impossible. Sono un agente speciale contro i soprusi dei bulli del nostro quotidiano". Nell'Interrogazione Paola ripercorre la sua carriera dalla voce della sigla di Indietro Tutta ("io cantavo la canzone, ma niente balletti stile Oba Oba, non ho il fisico") alla radio e tv scoprendo le parodie e la scrittura accanto a Vaime. "Anche in questo film partecipo alla scrittura della sceneggiatura: siamo in poche donne. E come in Scusate se esisto spesso noi donne non siamo ritenute pronte per i ruoli importanti. E veniamo pagate meno degli uomini. Qualcosa forse sta cambiando, ma per accorgertene devi essere molto... attento". L'adorazione per le grandi attrici italiane come Monica Vitti, Bice Valori, Franca Valeri o Anna Magnani: "Tutte donne con facce da commedia o dramma o tutte e due. Hollywood? Non credo proprio. Anche se mi sarebbe piaciuto fare film come Ghostbuster o Aliena come Sigourney Weaver". Un'intervista alla lavagna con la scelta sul mappamondo di puntare il dito su Roma: "La mia città, dove vivere costa sofferenza perché l'asticella della rabbia si è abbassata. Troppo. Eppure con gente che sa ancora stupirti con un sorriso e che ti fa venir voglia di scommetterci ancora".  Ultimo aggiornamento: 20 Aprile, 06:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Vacanze studio all’estero: «Ciaone» e zero contatti

di Raffaella Troili

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma