Generazione “’na bira e un Calippo”:
al mare col trenino, sognando la tv

Lunedì 26 Luglio 2010 di Luca Monaco
Alla stazione di Porta San Paolo (foto Caprioli - Toiati)
ROMA (26 luglio) - Sono le 10,15 di domenica mattina, quando le porte della metropolitana che da Porta San Paolo conduce a Ostia si chiudono. Il viaggio verso il mare comincia con lo sbuffare sincopato dei passeggeri stipati nei vagoni. L’afa avvolge tutto e tutti, e l’aria condizionata per il momento non dà refrigerio. Sul treno c’è la Roma senza macchina, quella degli adolescenti dell’estrema periferia, delle famiglie straniere, dei venditori ambulanti bengalesi sdraiati sul pavimento accanto alla borse frigo.



Il treno non è ancora uscito dalla stazione, quando nel primo vagone il cellulare di Giorgia, 16 anni, squilla la prima volta. «E mo chi s’accolla?» esclama mentre lo estrae dalla tasca dei suoi shorts. Nel frattempo Luca, 19 anni, scherza con Riccardo, entrambi di piazza Bologna. Luca da grande sogna di fare il montatore video: «Una carriera nel mondo del cinema? Magari», dice prima di infilarsi le cuffiette del suo iPod. Luca adora l’hip hop, parla romanesco, non ama invece leggere libri e giornali «però se mi intervistano mica rispondo “na bira e un Calippo”».



Lui no. Invece Flavio, 16 anni, detto “scrocchiazzeppi” nella parlata romanesca non ci trova nulla di male. Stamani ha raggiunto l’Ostiense da Marcellina, dove abita, sulla Tiburtina. E’ seduto sul pavimento dell’ultimo vagone insieme al suo gruppo di amici, mentre il treno ha già raggiunto Tor di valle. Ascoltano la musica napoletana, scherzano. Flavio a scuola non ci va. «Ogni tanto aiuto mio padre al ristorante - dice mentre si aggiusta la visiera del cappellino firmato - poi nient’altro». Detesta la politica e dice di sognare «la vita loca, come quella di Scarface: soldi, donne e coca». Lui, come molti altri sul treno punta alle spiagge libere di Ostia: «Li se rimorchia, è pieno di ragazze. E poi oggi ce sta Romina, quella del video “na bira e un Calippo”. certo sono dovuto uscire da casa alle nove».



Nel frattempo ecco Vitinia. Fabiana, 16 anni, si aggrappa al corrimano del quarto vagone. Le unghie verdi sfiorano le mani callose di un operaio romeno che tiene in braccio la figlia. George, 40 anni, il video di Debora e Romina non lo conosce, Giorgia sì. «So’ simpatiche - assicura - parlano come me. Anche io so’ bora». Quando sono le 10,40 Fabiana scruta dal finestrino la stazione di Ostia Antica. Dall’alto dei suo zatteroni racconta di aver abbandonato l’istituto per il turismo, di passare le giornate per le strade di Porta Maggiore, dove abita: «Sto con gli amici, la sera andiamo a Ponte Milvio o Campo de’ Fiori. Da grande? Non lo so. Mi piacerebbe fare l’attrice».



Alle 11 il treno raggiunge la stazione Cristoforo Colombo. I passeggeri sciamano verso il capolinea dello 062, l’autobus che porta alla spiaggia. A bordo Fabiana si aggiusta il copricostume bianco, si passa una mano sugli occhi verdi per togliersi il sudore: «Ao, qua se schiuma». A Ostia Centro, salgono altri passeggeri. Mauro, 15 anni, da Torre Maura, si aggiusta i suoi occhiali da sole a goccia. Alle 11 e 20 l’autobus si ferma proprio davanti allo stabilimento dove Romina e Debora sono attorniate da fotografi e telecamere. Mauro osserva divertito prima di rivolgersi all’amico: «Alessa’, io me prendo ‘na bira, te lo voi il Calippo?». Ultimo aggiornamento: 20 Agosto, 21:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA