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Scuola, allarme ripresa: arrivano i fondi Pnrr ma manca il personale

Segreterie sotto organico: in bilico la realizzazione di bandi e interventi. A fine agosto esami di recupero. I presidi: è caos sulle regole Covid

Scuola, allarme ripresa: arrivano i fondi Pnrr ma manca il personale
di Lorena Loiacono
5 Minuti di Lettura
Lunedì 15 Agosto 2022, 01:46

Le classi devono diventare innovative ma, tutto intorno, la scuola resta alle prese con i soliti vecchi problemi del passato. E così si rischia di far saltare tutti i progetti con i fondi pronti da spendere. L’allarme parte dai dirigenti scolastici che, di fronte all’arrivo di una pioggia di soldi del Pnrr, temono di non riuscire ad utilizzarli perché manca il personale delle segreterie per mettere in piedi bandi e interventi. Si tratta del “Piano Scuola 4.0” sul quale è previsto uno stanziamento di 2,1 miliardi di euro per trasformare 100mila classi tradizionali in ambienti innovativi di apprendimento e per creare laboratori nelle scuole superiori per le professioni digitali. Insomma, un’iniezione di fondi per guardare al futuro. Lo stesso ministro all’istruzione, Patrizio Bianchi, ne ha parlato presentandolo come «un intervento trasformativo concreto della nostra scuola che stiamo realizzando nell’ambito del Pnrr: il più grande di questo tipo mai realizzato, con risorse e tempi certi».

GLI UFFICI

È così, almeno sulla carta. Perché poi nelle scuole l’aria che si respira è completamente diversa: le segreterie spesso fanno fatica anche solo a convocare il personale supplente, sono sotto organico da anni e con le procedure imposte dalla norma anti-covid sono venute a galla tutte le difficoltà degli istituti senza personale. «Siamo assolutamente favorevoli all’arrivo di questi fondi - spiega Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi del Lazio - ma non sarà semplice: per utilizzare cifre nell’ordine di 250-300mila euro, le scuole devono prima individuare i progettisti, creare gruppi di lavoro e mettere in atto delle procedure come gli avvisi pubblici. Se ne occupano i dirigenti scolastici, ma hanno al loro fianco le segreterie che, a volte, sono composte solo da un direttore amministrativo e nessun amministrativo di ruolo. In queste condizioni il lavoro si complica enormemente. Le risorse finanziarie, infatti, necessitano sempre di risorse umane per essere finalizzate».

È il caso ad esempio del liceo Newton di Roma, diretto dalla preside Costarelli che non ha personale di segreteria: al Newton, ad esempio, a settembre dovrebbero arrivare 7 persone nuove. Ma dovranno innanzitutto prendere confidenza con il lavoro di base di una segreteria. Come potranno avviare i bandi per il Pnrr? Non solo, il problema come al solito è legato anche alle strutture scolastiche, all’edilizia che lascia sempre troppo a desiderare: «Possiamo realizzare gli ambienti educativi migliori e adottare gli impianti di rete più performanti - conclude la presidente dell’Anp Lazio - ma se i soffitti cadono e la linea Internet non arriva alle scuole, la spesa non porterà ai benefici auspicati. Rischiamo di non sfruttare come possibile un’occasione che non tornerà più». Il problema è legato quindi non solo alla digitalizzaizone ma anche alla fatiscenza delle strutture. Quindi molto dipende dagli uffici esterni alle scuole, legati agli enti locali. «Servono nuove assunzioni e personale formato appositamente - spiega Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma - nelle scuole ma anche negli uffici scolastici e negli uffici dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane, che sono proprietari degli edifici scolastici. Altrimenti i passaggi necessari non si avvieranno e, quando lo faranno, saranno sempre troppo a rilento. Senza contare che ad oggi mancano all’appello, per settembre, qualcosa come 500 dirigenti scolastici in tutta Italia: vuol dire che ci saranno 500 scuole che andranno a reggenza, verranno seguite quindi da presidi che hanno già una scuola da guidare».

IL PERSONALE

Praticamente in un migliaio di scuole, sulle 8mila complessive, i presidi sono a mezzo servizio: divisi in due istituti diversi alle prese con compiti e procedure da avviare. E sempre con le solite incognite da affrontare: ad esempio tra pochi giorni, a fine agosto, nelle scuole superiori partiranno gli esami di recupero e mancano le indicazioni anti-covid. Dei circa 2 milioni di studenti, dal primo al quarto anno delle superiori, quasi il 20% ha avuto almeno un debito formativo: si tratta di 400mila alunni che a giorni torneranno tra i banchi. In che modo lo faranno? «Il Covid non è scomparso e le linee guida per affrontare il nuovo anno scolastico sono troppo generiche - spiega Rusconi - tra l’altro valgono per l’anno scolastico che inizia l’1 settembre prossimo. Ma a fine agosto, per intenderci, la mascherina va indossata oppure no? Nell’anno scolastico 2021-2022 era obbligatoria, ma poi per gli esami di Stato era solo consigliata. E dall’1 settembre servirà solo ai fragili. Ma non sappiamo come dobbiamo muoverci a fine agosto, né come possiamo individuare gli studenti e i lavoratori fragili».

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