«Non hai fatto il vaccino, non puoi entrare». Mamma vieta l'ingresso alla figlia nel suo locale

«Non hai fatto il vaccino, non puoi entrare». Mamma vieta l'ingresso alla figlia nel suo locale
di Simone Pierini
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Domenica 12 Settembre 2021, 13:32 - Ultimo aggiornamento: 13 Settembre, 11:54

Nessuno strappo alla regola, nemmeno per la figlia. Chi non è vaccinato non può entrare. Per questo motivo la signora Shelly Jones ha vietato l'ingresso alla figlia nel suo locale Minerva Inn di Plimouth, in Gran Bretagna. Porta sbarrata per la sua Hayley e per tutti coloro che hanno deciso di non ricevere la loro dose. Una scelta presa in piena autonomia dalla donna che ha scelto di mantenere il suo pub il più lontano possibile dai rischi del Covid nonostante la retromarcia del primo ministro Boris Johnson sull'introduzione del Green pass

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Vieta l'ingresso alla figlia: proteggo i miei clienti

Come riporta Metro la signora Jones ha confermato la sua storia a ITV: «È vero, ho dovuto mandare via anche mia figlia, non ha ancora avuto il vaccino. Si è presentata alla porta e io le ho detto "mi dispiace che tu non possa entrare"». La donna è consepevole che la sua politica non renda del tutto a riparo il suo locale dall'infezione, ma ha preferito la linea rigida. «So che non impedisce che si diffonda il virus, so che esiste un rischio minimo di contagiarsi e di trasmetterlo, ma mio padre seduto nella stanza sul retro ha 90 anni e un diciottenne che entra e lo coccola nel modo in cui lo fanno dopo aver bevuto è pericoloso. Ho fatto e sto facendo di tutto per tenerlo al sicuro». La titolare del locale ritiene che la sua decisione sia giustificata perché sta cercando di proteggere gli anziani e i clienti potenzialmente vulnerabili che sono rimasti con l'azienda durante la pandemia.

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Insulti e recensioni negative dai no vax

Per questa sua scelta la titolare del Minerva Inn è stata presa di mira dal popolo no vax del web. Insulti, minacce e recensioni negative sulla pagina del locale, anche da persone che non sono mai entrate. La donna si è così sfogata su Facebook: «È così scoraggiante quando ti impegni, cercando di fare la cosa giusta per i tuoi clienti e le persone che non hanno mai messo piede nel tuo locale inviano messaggi disgustosi e vili e cercano di rovinare la tua attività con recensioni negative - ha scritto sul suo profilo - Capisco alcuni che sono clienti fedeli da anni ma hanno scelto di non vaccinarsi, rispetto la loro scelta e gli auguro ogni bene. Se qualcuno di voi adorabili vaccinati apprezza davvero il Minerva e rispetta la decisione che abbiamo preso, vi preghiamo di lasciare recensioni positive sulla nostra pagina facebook per cercare di stanare i guerrieri della tastiera»

Il piano di Boris Johnson per l'inverno ma niente Green pass

Il primo ministro britannico Boris Johnson annuncerà a breve il suo 'Piano Covid per l'inverno' proponendo una serie di misure da adottare nel caso in cui il Sistema Sanitario si trovasse nuovamente sopraffatto dalla pandemia. Non escludendo il ritorno alle mascherine e allo smart wprking. Lo scrive la Bbc, sottolineando che l'intervento del premier è atteso per martedì e che, per iniziare, si prevede indicazioni sulle somministrazioni della terza dose di vaccino. Al momento inoltre - stando a fonti vicine al governo citate dalla Bbc - non vengono presi in considerazione altri periodi di lockdown, sicuramente non vi sono piani di chiusure a ottobre. In sostanza saranno indicazioni su come «convivere con il virus durante l'inverno» e molto dipenderà dalla tenuta del Sistema Sanitario. Quindi, per esempio, stando ad indiscrezioni del Times, le mascherine obbligatorie e il lavoro da casa potrebbero tornare in caso di forti aumenti dei contagi. Un piano che secondo quanto il segretario alla salute Sajid Javid ha rivelato domenica che non porterà avanti l'idea dei passaporti vaccinali, o Green pass, per entrare in luoghi con grandi folle. In precedenza, i ministri avrebbero dovuto introdurre uno schema entro la fine del mese, costringendo i locali notturni e altre attività commerciali che ospitano grandi eventi ad assicurarsi che i clienti ricevessero una doppia dose.

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Green pass in Scozia dal 1° ottobre

Il Parlamento locale della Scozia ha approvato oggi la proposta del governo regionale - guidato dalla first minister indipendentista (Snp) e competente in materia di emergenza sanitaria in forza della devolution britannica - per l'introduzione dell'obbligo della certificazione del vaccino anti Covid limitato all'accesso ai locali notturni e ai grandi eventi pubblici. Il Green Pass scozzese entrerà in vigore nel territorio del nord dal primo ottobre e sarà richiesto solo per l'ingresso in discoteche e club vari o per poter accedere a concerti e manifestazioni sportive di massa con un certo numero di spettatori compreso fra 4000 e 20.000 a seconda se indoor o all'aperto. La misura è passata con il sì dell'Snp e dei suoi alleati Verdi, riallineati dopo essersi dichiarati contrari per principio a un passaporto vaccinale vincolante per mesi. Fra le opposizioni hanno votato no dal fronte del centro-sinistra i laburisti e i liberaldemocratici e da quello del centro-destra i conservatori: tutti critici verso la mancanza di chiarezza e di dettagli imputati al provvedimento, denunciato come tardivo e confuso anche dai gestori di varie attività di business scozzesi. 

 

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