September blues, contro lo stress da ripartenza la leggerezza ci salverà

September blues, contro lo stress da ripartenza la leggerezza ci salverà
di Carla Massi
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Giovedì 15 Settembre 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:00

Il caldo, di giorno, ci illude e fa sognare.

Il buio, alle otto di sera, ci riporta alla realtà. Meno di una settimana ed è autunno. Mentre i pensieri, le nostalgie e i desideri fanno ancora volgere mente e corpo verso l’estate appena passata. Improvvisamente è malinconia. Prevale l’idea di non essere riusciti a fare quello che si voleva, di non aver approfittato nel modo giusto del tempo a disposizione. Un’onda disfattista pervade regalando un mix di emozioni niente affatto confortanti. Dall’ansia alla tristezza, dall’irritabilità alla stanchezza. Una condizione psicofisica, dunque, che sembra disegnare un gigantesco paradosso: si è andati in vacanza per vincere lo stress e riposarsi e ci si ritrova fisicamente deboli e psicologicamente non pronti a ricominciare. Una condizione, in qualche modo, solo in parte differente da quella pre-vacanze. Parliamo di un disagio reale, con sintomi identificati. Che gli esperti anglosassoni della psiche hanno battezzato come “September blues”. Hanno codificato la tristezza settembrina. Quel sentimento di malumore che si avverte quando l’estate, stagione dalle lunghe giornate di luce, sta per finire. È un complesso mix di pensieri ed emozioni che genera il blues. Dal non essere riusciti a fare abbastanza durante il periodo di riposo al voler modificare delle abitudini senza capire da dove cominciare. Un mese pieno di eccitazione, di aspettative, ma anche di timore.

Settembre obbliga a fare i conti con il passato e a prepararsi per il futuro. È, infatti, spesso considerato il Capodanno vero e proprio con l’inizio della scuola, dei corsi all’università e il rientro al lavoro. Mentre le giornate, improvvisamente, si fanno sempre corte. Nonostante l’ora legale ci “scontriamo” con il buio senza accorgercene. Proprio la deprivazione di luce, in questo periodo, influenza corpo e mente. E modifica la produzione della serotonina, il neurotrasmettitore detto anche “ormone del benessere e del buon umore”.

Rimettersi in moto e non restare bloccati

«È importante non caricare le giornate settembrine di progetti difficili da realizzare e di buoni propositi impossibili. L’inizio dell’anno da gennaio si è ormai spostato a settembre – spiega Matteo Balestrieri ordinario di Psichiatria all’Università di Udine e copresidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia – E per questo ci sentiamo stretti dall’ansia. Importante è non restare fermi bloccati dalla paura e lavorare su piccoli obiettivi. Bisogna rimboccarsi le maniche e fare piccoli progetti. Nonostante la malinconia». La transizione tra l’estate e l’autunno comporta dei cambiamenti che noi diamo per scontati, ma che in verità influenzano più di quanto immaginiamo il nostro organismo e il nostro equilibrio generale. «Se l’effetto benefico delle vacanze sembra sparire in fretta, il ripristino della routine per circa la metà degli italiani, soprattutto donne, si associa a stress e preoccupazioni», spiega Annamaria Colao, presidente della Società italiana di Endocrinologia e Ordinario di Endocrinologia alla Federico II di Napoli.

Sopraffatte soprattutto le donne

«Non una patologia che troviamo sui manuali di medicina, ma a tutti gli effetti una condizione reale che molti sperimentano dopo un periodo più o meno lungo di vacanza soprattutto d’estate. Si tratta di una risposta psico-fisica, caratterizzata da ansia, insonnia, irritabilità e stanchezza, che si prova al ritorno a una normalità diversa da quella rilassante e spensierata della vacanza». Secondo la Società italiana di Endocrinologia, ne soffre fino al 45% della popolazione con una frequenza maggiore nelle donne. Un affaticamento, ricorda l’endocrinologa, che è in crescita anche a causa del Long-Covid che ha proprio la stanchezza profonda come sintomo principale.

Con il peso aumenta il livello di cortisolo

Aver preso dei chili durante le vacanze sembra essere un’aggravante in questo periodo. «Ci sono ormai numerose evidenze scientifiche che mostrano la presenza di un legame a doppio filo tra aumento di peso e ansia e depressione. In particolare – continua la professoressa Colao – lo stato infiammatorio causato da un aumento di peso anche lieve, può creare uno squilibrio ormonale mandando in tilt il sistema che trasforma il progesterone in allopregnanolone, l’ormone del benessere e aumentando i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Questo, predisponendo ad ansia e stanchezza, oltre a peggiorare i sintomi della sindrome da rientro, in particolare l’affaticamento, ne può allungare la durata». Da qui, la necessità di rimettersi subito a dieta. Importante, comunque, è essere indulgenti con se stessi durante il mese di settembre (forse fino ai primi di ottobre): non pretendere troppo dalla nostra mente né dal nostro corpo.

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