MILANO

Istituto tumori di Milano, modello di ospedale 'paperless' al 65%

Mercoledì 27 Febbraio 2019

La cartella clinica digitalizzata dovrà 'parlarè anche al cittadino e contenere non solo i suoi dati come 'pazientè ma anche quelli relativi al suo essere persona sana e ai suoi stili di vita. È il concetto espresso da Elena Sini, membro dell'HIMSS Europe Governing Council, al meeting su Innovazione Digitale in Sanità. Convegno promosso dall'Istituto dei Tumori (INT) di Milano, in collaborazione con la Regione Lombardia, per presentare la sua 'cartella clinica elettronica di ultima generazionè, primo frutto conseguito nell'ambito del progetto e-Health di Digital e Smart Hospital, che ha come obiettivo il modello di ospedale 'paperless'. Per Sini «la cartella clinica digitale non va considerata un punto di arrivo, ma di partenza per la salute del cittadino. Non solo l'integrazione dei dati relativi ai suoi problemi di salute ma la foto di una visione olistica dei suoi dati sanitari».

IL TARGET CLINICO
È un discorso a cui si allaccia Francesco Longo, professore associato del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell' Università Bocconi, secondo cui la cartella clinica digitale dovrebbe diventare un documento interessante per il cittadino e non solo per i medici che lo hanno in cura. «Ma bisognerebbe che vi potesse leggere il proprio 'target' clinico e le prestazioni che dovrebbe fare per raggiungerlo in un certo lasso di tempo». «Oggi rispetto al passato ci sono maggiori opportunità di avere a disposizione dati da fonti diverse e che riguardano aspetti differenti del paziente - osserva Giovanni Apolone, Direttore Scientifico dell'INT - Questo fa sì che diventi sempre più facile rispondere a quesiti medici anche importanti. A tal fine però si impongono cambiamenti. Con l'e-Health è necessaria infatti la realizzazione di un sistema di sanità internazionale in rete, che diventi strumento abituale per una collaborazione multidisciplinare». 

Ultimo aggiornamento: 21:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA