Covid e Hiv, nuovi studi: i due contagi nello stesso paziente potrebbero generare varianti del Coronavirus

Covid e Hiv, nuovi studi: i due contagi nello stesso paziente potrebbero generare varianti del Coronavirus
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 2 Febbraio 2022, 08:57 - Ultimo aggiornamento: 09:28

Gli scienziati sudafricani stanno studiando il possibile legame tra indagando sulla relazione tra il Covid-19 e l'Hiv nel timore, dato da recenti prove, che la collisione delle due pandemie possa generare nuove varianti di coronavirus. Il team del Network for Genomic Surveillance in South Africa (NGS-SA), che per primo ha allertato il mondo sulla variante Omicron, ha affermato che è giunto il momento per un'indagine "sistematica" su ciò che accade quando i pazienti con HIV non trattato contraggono il Covid. Numerosi studi, incluso uno pubblicato dal team la scorsa settimana , hanno scoperto che le persone con un sistema immunitario indebolito, come i pazienti con HIV non trattato, possono soffrire di infezioni persistenti da coronavirus, spesso per mesi. Il virus rimane nei loro sistemi e accumula mutazioni, alcune delle quali possono dargli un vantaggio. Alcuni ricercatori ritengono che questo potrebbe essere il modo in cui Omicron e alcune delle altre varianti di Covid si sono sviluppate, anche se altri scienziati ritengono che potrebbe essere sorto negli animali prima  di riversarsi nuovamente negli esseri umani.

Aids, Moderna avvia la sperimentazione clinica per il vaccino contro l'Hiv: utilizzerà la tecnologia mRNA

Tongai Maponga, autore principale del recente articolo e ricercatore presso la Stellenbosch University, ha affermato che lui e i colleghi dell'Ngs-Sa stavano portando avanti uno studio più approfondito per supportare l'ipotesi. «I pochi casi che sono stati visti e descritti finora si verificano solo a causa della sorveglianza casuale», ha detto Maponga a Reuters. «Ma penso che presto faremo qualcosa di più sistematico per osservare in modo speciale questi pazienti affetti da HIV gravemente immunocompromessi, per vedere cosa sta succedendo». Ha affermato che il lavoro si concentrerà su due elementi: sui pazienti e su come i loro sistemi affrontano l'infezione da Covid-19 per capire se è probabile che nuove varianti emergano in questo modo. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA