Vaccino in vacanza, un sito per le dosi e prenotazioni per i non residenti: il nodo delle intese regionali

Vaccino ai turisti, un sito per le dosi e prenotazioni per i non residenti: il nodo delle intese regionali
di Mauro Evangelisti
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Venerdì 4 Giugno 2021, 21:52 - Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 09:55

Piemonte e Liguria hanno già siglato l’accordo: ai cittadini della prima Regione, che spesso trascorrono lunghi periodi di vacanza nelle località delle province di Imperia e Savona, sarà offerta la possibilità di ricevere la seconda dose del vaccino nelle cittadine ospitanti. «Abbiamo siglato il protocollo per le vaccinazioni reciproche con la Liguria durante le vacanze, è tutto pronto e i nostri sistemi si sono già interfacciati. Serve però l’autorizzazione del generale Figliuolo. Spero che arrivi, perché credo che il pubblico debba imparare sempre di più a essere flessibile e andare incontro alle esigenze delle persone», dice il governatore del Piemonte, Alberto Cirio. Ma questo al momento, in attesa dell’autorizzazione della struttura commissariale, è l’unica intesa bilaterale per le «secondi dosi in vacanza».

L’altro giorno, nella Conferenza delle Regioni, si è discusso del documento stilato dall’assessore dell’Emilia-Romagna, Raffaele Donini (coordinatore della commissione salute) che prova a codificare il sistema delle vaccinazioni in vacanza, sul quale, dopo una frenata iniziale, c’è stata un’apertura del generale Figliuolo. I punti principali: la vaccinazione ai turisti può riguardare solo le seconde dosi, sarà comunque una eccezione non la regola ed esclude coloro che si limitano a brevi soggiorni. In sintesi: se un cittadino di Pavia va a trascorrere una settimana a Milano Marittima, in provincia di Ravenna, non potrà chiedere la seconda dose; se una famiglia di Milano, magari originaria del Salento, va a Torre dell’Orso, in provincia di Lecce, per un mese, allora il sistema del richiamo in vacanza potrà mettersi in moto.

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OSPITI

Dice Pier Luigi Lopalco, assessore pugliese alla Salute: «Noi abbiamo una pagina web in cui possono registrare la loro manifestazione di interesse a vaccinarsi coloro che, per svariati motivi, non hanno titolo a richiederlo normalmente. Useremo questa area del web anche per coloro che trascorrono lunghi periodi di vacanza nella nostra Regione. Ma è necessario che il piano della Conferenza venga accolto dalla struttura commissariale. C’è un problema da risolvere: collegare a tutte le Regioni la rete dell’anagrafe vaccinale. Ad oggi, se un pugliese si vaccina in Lombardia il sistema riceve la comunicazione, ma non può inviarlo alla Regione d’origine».

Sarà necessario l’accordo bilaterale tra due Regioni come quello siglato da Piemonte e Liguria? «Non necessariamente - replica Lopalco - si può anche mettere in rete tutto il sistema, facendo dialogare tutte le Regioni tra loro». Il testo proposto da Donini recita: «Il cittadino che si trovasse nelle condizioni di dovere eseguire la seconda dose nella Regione di soggiorno potrà candidarsi alla vaccinazione, attraverso le modalità di accesso/prenotazione definite dalle diverse regioni. La Regione di soggiorno provvederà a valutare le candidature e laddove queste venissero accettate a comunicare la data e il luogo dell’appuntamento tramite sms».

Ricapitolando: un italiano in vacanza in una zona differente da quella di residenza dovrà collegarsi a un sito o ad una pagina ad hoc (come quella dell’esempio pugliese) e comunicare da una parte la sua lunga permanenza nella Regione ospitante, dall’altra la sua intenzione di ricevere la seconda dose. Una volta vaccinato otterrà un certificato e il file sarà inviato alla Regione di residenza. La condivisione dei dati consentirà alla struttura commissariale di compensare il numero di dosi che una Regione ha inoculato ai turisti di altri territori. Per chiarezza: ad oggi non c’è nulla di operativo, sono solo progetti (meglio completare nella propria Regione il proprio percorso vaccinale se si vogliono evitare brutte sorprese). Intanto, su un altro tema - la possibilità di somministrare la seconda dose con un vaccino differente da quello usato per la prima - ieri dall’Ema (Agenzia europea del farmaco) è trapelato: «Potremmo non avere sufficienti dati per un’indicazione precisa agli Stati che nei prossimi mesi chiederanno l’’approvazione per la vaccinazione eterologa».
 

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