Omicron, Fauci: «Alla fine troverà tutti, i no vax pagheranno il prezzo peggiore»

Omicron, Fauci: «Alla fine troverà tutti, i no vax pagheranno il prezzo peggiore»
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Mercoledì 12 Gennaio 2022, 09:07 - Ultimo aggiornamento: 09:26

«Omicron, con il suo grado di trasmissibilità senza precedenti, alla fine troverà tutti. I vaccinati e coloro con la terza dose saranno esposti» alla variante e molti di loro «saranno probabilmente infettati ma, molto probabilmente, non finiranno in ospedale e non moriranno». Lo afferma Anthony Fauci, il superesperto americano in malattie infettive e consigliere di Joe Biden per il Covid, sottolineando che i non vaccinati pagheranno invece un prezzo maggiore. Fauci quindi spiega come gli Stati Uniti potrebbero essere sulla soglia di un periodo di transizione dopo il quale potrebbe diventare possibile vivere con il Covid.

Omicron, il tema dei tamponi

«Ci sono dei rapporti che indicherebbero una più alta sensibilità dei tamponi salivari nell'identificare l' infezione del covid causata dalla variante Omicron rispetto ai tamponi nasali, ma i dati vanno verificati e confermati». Così Fauci ha commentato quanto emerso da un piccolo studio non ancora pubblicato durante una testimonianza in corso al Congresso Usa.

Secondo altri esperti, i tamponi nasali individuano con più precisione il contagio con la variante Delta del covid-19, mentre per la diagnosi di Omicron i tamponi effettuati sulle mucose delle gola risulterebbero più efficaci in quanto la mutazione infetta più facilmente i bronchi che il naso. In ogni caso - ha precisato Fauci - se nuovi dati confermeranno questa ipotesi, essi verranno inviati alla Food and drug administration (Fda). Nella stessa audizione Janet Woodcock, commissario della Fda, ha messo in guardia il pubblico dall' usare i test rapidi in gola in quanto «la configurazione degli attuali tamponi non è adatta, e in caso si renda necessario, ci vorrà del tempo per adeguare i modelli dei test per farli in gola».

 

Oms: Omicron infetterà un europeo su due

Una «marea» di Omicron, con una morsa da est a ovest, rischia di travolgere i sistemi sanitari in tutta Europa. Il nuovo avvertimento che la pandemia è ancora in pieno corso arriva dall' Oms, secondo cui entro due mesi oltre il 50% degli europei sarà contagiato dalla nuova variante del Covid. Un ceppo talmente veloce nel propagarsi da richiedere, secondo l'organismo Onu, dei vaccini specifici. E non il ricorso ai booster con quelli attuali, che sono efficaci nell'arginare le malattie gravi e i decessi ma non la trasmissione del virus. La corsa di Omicron in Europa ha un passo impressionante. Oltre 7 milioni i nuovi casi nella prima settimana del 2022, il doppio di due settimane prima, ed in 26 Paesi oltre l'1% della popolazione contrae il Covid-19 ogni 7 giorni, ha rilevato il direttore regionale dell'Oms Hans Kluge, segnalando che la variante scoperta in Sudafrica è presente in 50 Stati su 53 e sta diventando dominante nell'area occidentale. «A questo ritmo più del 50% della popolazione sarà infettato da Omicron in sei-otto settimane», ha previsto l'alto funzionario, nel giorno in cui la Francia ha segnato un nuovo record superando i 350 mila contagi.

L' Oms guarda soprattutto all'Europa centro-orientale, dove i tassi di vaccinazione sono più bassi e «vedremo malattie più gravi nei non vaccinati», ha spiegato Kluge, prendendo come riferimento la Danimarca. Nel Paese scandinavo, dove Omicron è «esplosa nelle ultime settimane», i ricoveri tra i non vaccinati a Natale sono stati sei volte superiori rispetto agli immunizzati. Attenzione è richiesta anche nei Paesi più virtuosi sui vaccini, come Spagna o Gran Bretagna, che si stanno indirizzando verso un regime di convivenza con il virus, senza troppe restrizioni. Puntando sul fatto che i sintomi sono più lievi. Per l' Oms, invece, è ancora presto per trattare il Covid come una malattia endemica, perché ci sono ancora «troppe incertezze». A partire dal fatto che i vaccini attuali non appaiono sufficienti per stroncare il Covid come si è sviluppato. Al contrario, andrebbero sviluppati farmaci «che abbiano un alto impatto sulla prevenzione dell'infezione e della trasmissione, oltre che sulla prevenzione di malattie gravi e morte». Quindi, ha sottolineato l' Oms, continuare ad effettuare richiami con i vaccini già esistenti non è utile.

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Il nuovo vaccino contro Omicron

Anche per l'Ema gli attuali vaccini hanno una «minore efficacia» sulla nuova variante ed in quest'ottica l'organismo europeo ha fatto sapere che potrebbe approvare il siero specifico ad aprile-maggio (Pfizer ha annunciato che sarà pronto a marzo). Allo stesso tempo, l'agenzia del farmaco ha espresso cautela sui richiami, sostenendo che «vaccinazioni ripetute a brevi intervalli non rappresentano una strategia sostenibile a lungo termine». Il freno ai booster, per lo meno con gli attuali vaccini, può anche avere una lettura politica, ossia: è questo il momento di indirizzare le scorte delle aziende farmaceutiche per colmare il divario con i Paesi poveri. In vista dell'obiettivo di immunizzare il 70% della popolazione mondiale entro metà dell'anno. Unico modo, secondo l' Oms, per vincere la guerra al virus. Nel frattempo bisogna mantenere alta la guardia, perché Omicron è in crescita ovunque. Negli Stati Uniti è allarmante il record dei ricoveri, oltre 145 mila. Quasi il doppio di due settimane fa, mai così tanti da un anno. In Cina sono diventate tre le città in lockdown, Anyang, Xìan e Yuzhou: 20 milioni di persone confinate in casa. In India la capitale Delhi ha deciso la chiusura di bar, ristoranti e uffici privati, con l'obbligo di smart working. E si teme lo scoppio di un focolaio nel Gange, in previsione del raduno di un milione di pellegrini. Anche in Israele il tasso dei contagi è in crescita, nonostante l'alto numero di quarte dosi somministrate.

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