CORONAVIRUS

Coronavirus Olanda, focolaio in un allevamento di visoni: non si esclude la trasmissione all'uomo

Lunedì 4 Maggio 2020
Visoni in gabbia in un allevamento in Olanda

Un focolaio di infezione da virus SarsCoV2 è stato individuato in un allevamento di visoni in Olanda. Lo ha denunciato l'Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie) alla rete internazionale Promed, per la segnalazione delle malattie emergenti. Gli animali non saranno abbattuti perché questa misura avrebbe potuto esporre il personale a rischi maggiori, ha deciso l'Istituto olandese per la sanità pubblica e l'ambiente.
Come primo provvedimento per la salute pubblica sono state ch
iuse a pedoni e ciclisti le strade intorno all'allevamento. 

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Secondo l'Istituto Rivm gli animali non dovranno nemmeno essere spostati dall'allevamento per evitare di diffondere l'infezione. Il personale in servizio, al quale dovranno essere forniti i dispositivi di protezione, dovrà notificare la comparsa negli animali di ogni segno clinico dell'infezione da nuovo coronavirus.
L'istituto ritiene infatti che, sebbene non possa essere escluso l'impatto di infezioni animali sulla salute umana, in questa fase a trainare la pandemia sia soprattutto la trasmissione del nuovo coronavirus da uomo a uomo. Di conseguenza il focolaio nell'allevamento di visoni non è considerato un rischio addizionale per la salute pubblica. L'allevamento diventa così un laboratorio naturale per studiare l'epidemia in questa specie animale, per ricostruirne l'origine e per evitare l'ulteriore diffusione. Nell'ambito della ricerca, che si prevede possa durare alcune settimane, sono previste analisi sugli animali malati e su quelli morti di Covid-19 e il sequenziamento del virus in circolazione nell'allevamento. Considerati una delle specie nelle quali potrebbe essere nato il nuovo coronavirus, i visoni sono allevati soprattutto nel Nord-Est della Cina; in Olanda gli allevamenti saranno vietati a partire dal 2024, così come accadrà in molti altri Paesi europei. 
I Paesi Bassi avevano già vietato per motivi etici l’allevamento di volpi e cincillà per farne pellicce. Ma il mercato dei visoni aveva resistito anche per via dell’importante giro d’affari che generava: con centinaia di milioni di euro di fatturato, realizzati sulla pelliccia di oltre 5,5 milioni di visoni, la produzione annuale olandese nel 2015 era la quarta più importante del mondo, dopo Danimarca, Cina e Polonia.

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