ROMA

Roma, una task force permanente per la pulizia dei sottopassi

Venerdì 17 Novembre 2017 di Paolo Graldi
Ci voleva il delitto del sottopassaggio, l'omicidio efferato di una donna senza fissa dimora a un passo dalla breccia di Porta Pia, con la sua rappresentazione documentaria di un degrado vergognoso per constatare ciò che da sempre è sotto gli occhi di tutti: l'inferno dei sotterranei, il mondo buio dei fantasmi della notte, dei clochard. Uomini e miserie in una sintesi maleodorante che cerchiamo di non vedere, di cui fingiamo l'inesistenza forse per non farcene carico: se sono lontani non ci riguardano.

Un carico di responsabilità ineludibile, comunque e in aggiunta, ce l'hanno le istituzioni. Se davvero il Comune non sa o non vuole rispondere al degrado con l'ordinaria amministrazione, alla quale sarebbe pure obbligato, che sia l'emergenza a smuovere le forze necessarie. In quel tugurio di rifiuti e di fetori, scena del crimine, tutto resta scandalosamente intatto: nessuno ha sentito il dovere di spingere fin là sotto tra giacigli improvvisati una squadra di addetti agli sgomberi dell'Ama, la società pagata per tenere la città pulita. I luoghi dell'infermo metropolitano sono una emergenza permanente. Ebbene, la si tratti come tale. Per esempio attraverso la rapida istituzione di una task force in servizio permanente effettivo, con i mezzi e il potere di rimuovere ciò che offende la più elementare regola di civiltà. Sindaco, si faccia ricordare almeno per aver fatto ripulire un sottopasso, letamaio sporco di sangue. Non è molto, ma sarebbe già qualcosa.
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