ROMA

In giro per la città alla ricerca del “Gerini”, il campo perduto

Domenica 11 Ottobre 2020 di Romolo Buffoni
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«Sole sul tetto dei palazzi in costruzione, sole che batte su un campo di pallone». A Nino ormai quella maglia numero 7 non entra più e farebbe fatica anche a ritrovare quell’area di rigore. Perché c’è una Roma sparita popolana, nulla a che vedere con i nobili acquerelli di Ettore Roesler Franz, ma che descrive lo stesso una città che non c’è più, quella dei campi di calcio di quartiere.

 

«Ti vengo a trovare, dove abiti?», «Sulla Tiburtina, all’altezza del Gerini», fino a qualche anno fa indicazione precisa al millimetro che nemmeno la più evoluta versione di Google Maps. Oggi il nostro ospite vagherebbe fino in Abruzzo senza trovare la destinazione. Perché il Gerini, dove giocava la Pro Calcio Italia, non c’è più. Come non ci sono più un centinaio di “stadi” sorti a Roma nel secondo dopoguerra.

 

C’è chi sta tentando di fare un censimento del fenomeno: Fabio Betulli, allenatore-presidente della Polisportiva Quadraro-Cinecittà, ha lanciato da due anni su Facebook la pagina “Alla ricerca del campo perduto”. «Ho cominciato per gioco a chiedere on line ricordi di campi spariti e sono stato travolto. Sono arrivato a circa 100. Dal Gerini al Villaggio Olimpico dove giocava l’Olimpica, al Superga di Villa Gordiani dove c’era il Collatino. Prima o poi pubblicherò un volume. Spero solo che nel frattempo non ne spariscano altri».

 

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