La poliziotta e la mamma, in ricordo di Sara

Venerdì 1 Giugno 2018 di Maria Lombardi
La poliziotta e la mamma, ancora vicine. Come quella notte ormai finita tra le sterpaglie della Magliana. L’odore di bruciato. Sara, le braccia larghe la camicetta sbottonata. Chi ha visto il fuoco lungo la strada desolata ha tirato dritto, due volte crudele l’alba del 29 maggio 2016. La poliziotta in cerca di dettagli, costretta a fissare quella scena che ancora ha davanti, «eravamo tutti profondamente toccati» racconterà poi. La mamma che aveva perso tutto. C’era Sara nel fumo e non era più la sua Sara. Aveva 22 anni. I loro sguardi si incontrano nel dolore di quella notte, e poi saranno parole, ricordi, indizi, perché. La mamma e la poliziotta ancora una volta vicine. Nella sala della Protomoteca, il 4 giugno, quando al commissario capo della squadra mobile Maurizia Quattrone sarà consegnato il Premio Simpatia. La motivazione: «l’eccezionale senso di umanità nel lavoro svolto che è andato oltre le normali attività di indagine». Concetta Raccuia, Tina, vuole essere con lei in Campidoglio. Sarà seduta al fianco della commissaria alla premiazione, un modo per dirle di nuovo grazie. 
Maurizia Quattrone era il funzionario reperibile il 29 giugno di due anni fa quando Vincenzo Paduano, l’ex fidanzato, strangolò Sara Di Pietrantonio e le diede fuoco (per lui in appello pena ridotta dall’ergastolo a 30 anni). «Ci vuole coraggio a fermarsi, dare aiuto - disse allora il commissario che ora dirige la sezione anti-corruzione - ma ce ne vuole ancora di più a fare finta di niente». Ultimo aggiornamento: 19:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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