Roma, botte ai bimbi del nido: maestre verso il processo

Lunedì 11 Novembre 2019
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I genitori chiedono i risarcimenti al Campidoglio

Non solo maestre sboccate e manesche su bimbi di due e tre anni, ma anche la direttrice permissiva. Ci sono due novità nell'inchiesta aperta sul nido comunale Papero Giallo, al Torrino, dove quattro docenti si sono ritrovate indagate a dicembre per le offese e le sculacciate riservate a piccoli della loro aula e una quinta perché, limitandosi a guardare, permetteva gli abusi. Anche la dirigente scolastica, Alessandra Patriarca, funzionaria dei servizi educativi scolastici del IX Municipio, è finita nel registro degli indagati. Risponde di omessa denuncia. Non avrebbe segnalato nulla, nonostante le proteste dei genitori. Ora che la procura ha sollecitato sei richieste di rinvio a giudizio, la funzionaria rischia di finire a processo per omessa denuncia all'autorità giudiziaria assieme alle insegnanti, accusate di maltrattamenti su minori.

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IN CASTIGO
A far scoppiare il caso del Papero Giallo erano state delle mamme che alla fine si sono rivolte ai carabinieri. L'altra novità dell'inchiesta riguarda la decisione delle famiglie di chiamare in causa come responsabile civile il Campidoglio, che in caso di condanna delle insegnanti dovrà farsi carico dei risarcimenti. Le richieste sono state già anticipate da alcuni legali, gli avvocati Gianpiero Mendola, Maria Grazia Affatato e Alberto Bonu. Roma Capitale, che invece ha formalizzato la richiesta di costituzione parte civile, si ritroverà nella doppia veste di vittima e responsabile. Per le maestre, il gip Clementina Forleo, aveva chiesto la sospensione dal servizio per un anno. Decisione poi impugnata davanti al Riesame che aveva confermato la misura per tre insegnanti. Per i difensori delle indagate quei scapaccioni erano buffetti, non sberle. Tesi smentita dai giudici della libertà, secondo i quali sberle e spintoni creavano «sofferenze morali e fisiche ovvero psicologiche nei bimbi generando loro insicurezza o reazioni di aggressività quali quelle notate nei bimbi le cui mamme hanno sporto denuncia». Una delle piccole schiaffeggiava le bambole. Altre avevano raccontato con nonchalance le offese: «Sai che mi dice la maestra? Somigli a mamma. Hai la stessa faccia da ca...».

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