ROMA

Le denunce dei romani a DilloAlMessaggero

Domenica 23 Giugno 2019 di Mario Ajello
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Virginia Raggi

Arrivano lettere e foto, segnalazioni e denunce alla casella dilloalmessaggero@ilmessaggero.it. Tanti romani si stanno rivolgendo al giornale che, fedele al proprio mandato storico e alla propria convinzione civile, individua i problemi della Capitale e sollecita le soluzioni. E non servono le grida di dolore, ma una considerazione lucida e improntata al pragmatismo sulle varie questioni - dall’immondizia ai parchi pubblici, dal decoro urbano alla manutenzione stradale, dal sistema dei trasporti all’efficienza negli uffici pubblici - che rendono difficile per tutti la vita nell’Urbe, piagata da incuria e disservizi. 

Così la nostra casella web non sta diventando lo sfogatoio anti-Raggi o il luogo del dibattito politico o, peggio, dello scontro ideologico e dell’indignazione a vanvera. Tutt’altro: è ormai uno strumento di servizio che, in linea con la vocazione costruttiva del nostro giornale, serve a puntare i riflettori e le energie lavorative sulle sette piaghe Capitali e, grazie ai suggerimenti dei cittadini, su aspetti particolari di esse da svelare e sui quali impegnarsi per il bene di tutti. Un approccio laico alle grandi questioni e a quelle apparentemente meno grandi, ma che influiscono sulla quotidianità e sui destini di una metropoli come la nostra, può giovarsi delle sollecitazioni, da vagliare criticamente, che provengono dal “basso”. In una sinergia virtuosa. E così i romani stanno riversando informazioni utili e spunti di indagine, su una carenza particolare, su uno specifico quadrante della città, su un disservizio che risulta più penalizzante o più insopportabile di altri. Ma non ne deve esistere nessuno. 

La gran parte delle lettere dei lettori sono sul tema dell’immondizia, su come servirebbe una riorganizzazione del sistema di raccolta e di smaltimento, su quanto in certi punti della città inefficienza dell’Ama sia più accentuata che altrove. E del resto, proprio su tale argomento, l’immondizia non raccolta, i miasmi e gli umori e i rischi che ne derivano, il Messaggero non da ora è in prima linea nella richiesta di maggiore operatività. Così come - e lo sportello web contribuirà a renderà questo servizio ancora più forte e capillare - lo è rispetto alle altre urgenze a cui l’amministrazione di una Capitale deve mettere mano.

Perché ne va non soltanto della vivibilità dei suoi cittadini ma anche del nome che Roma porta da millenni e del rango nazionale e internazionale che riveste. 
La politica fa i suoi giochi e ha le sue dinamiche. Ma quel che qui conta, per noi e per i cittadini che ci danno fiducia, è il discorso amministrativo. E a Roma non va tutto bene.

SEGNALAZIONI
Per le vostre segnalazioni c’è una casella di posta dedicata, avremmo dovuto chiamarla #aromavatuttobene ma più sobriamente abbiamo optato optato per dilloalmessaggero@ilmessaggero.it. Scriveteci e inviateci anche le immagini che testimoniano ciò che vi colpisce, ostacola o indigna. Il Messaggero si impegna, nel solco della continuità, a farne pubblica denuncia. E’ il nostro doveroso contributo per migliorare Roma. E per alleviarne la sofferenza del vivere quotidiano.

Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 11:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA