Roma, presentato ddl sul Parco archeologico del Tuscolo

Martedì 20 Giugno 2017 di Chiara Rai
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Grazie all’area del Tuscolo è possibile un ritorno ai tempi del Grand Tour come quando negli anni ’40 l’Italia fu protagonista della cultura con le straordinarie scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei che determinarono nuove coordinate negli itinerari italiani. Questo l’obiettivo del disegno di legge presentato dal senatore del Partito Democratico Bruno Astorre per istituire il Parco archeologico e culturale del Tuscolo. Un progetto ambizioso che intende tutelare le ville signorili come Villa Mondragone, Villa Aldobrandini e Falconieri, proteggere il patrimonio arboreo e naturalistico e includerlo nel ricco patrimonio storico culturale nazionale. Nel 2005 ne fu “battezzata” la rinascita con il monologo straordinario del Maestro Giorgio Albertazzi nel “Marco Antonio” di Shakespeare. Oggi l’area castellana mette le ali grazie a questo progetto condiviso con tutte le istituzioni locali e nazionali.

L’evento La presentazione del disegno di legge per l'Istituzione del Parco Archeologico Culturale di Tuscolo è avvenuta nella sede del Senato in piazza Capranica a Roma. Un evento al quale hanno partecipato il Presidente della Comunità Montana Damiano Pucci, la responsabile del progetto Tuscolo della Scuola Spagnola Valeria Beolchini e il Direttore della Scuola Spagnola di Storia e Archeologia Fernando Garcia Sanz. Tra gli ospiti, presenza significativa quella dell’Ambasciatore di Spagna in Italia Jesús Manuel Gracia Aldaz, del Presidente della Commissione Cultura del Senato della Repubblica Andrea Marcucci, del Presidente della Commissione Cultura del Consiglio Regionale del Lazio Cristian Carrara, del Sindaco di Monte Porzio Catone Emanuele Pucci e del presidente del Parco Regionale dei Castelli Romani Sandro Caracci. A coordinare i lavori Giuseppe De Righi.
Gli effetti della legge Un parco archeologico nell’area tuscolana significa un trampolino verso il rilancio turistico del territorio dei Castelli Romani attraverso la riscoperta della culla della classicità, un luogo apprezzato in tutto il mondo che si trova a 30 chilometri dalla Capitale incuneato tra i comuni di Montecompatri, Monte Porzio, Frascati e Grottaferrata e le cui prime tracce di insediamenti umani risalgono all’età del bronzo medio, intorno al XIV secolo a.c.

In calendario Andrea Marcucci presidente della 7ª Commissione Cultura in Senato ha detto che presto verrà calenderizzato il disegno di legge che porta la firma di Astorre il quale gli ha regalato come simbolo una maglietta con su scritto Tusculum 2017: “È un progetto importante e ambizioso – ha detto – che porterà lustro non soltanto al livello locale ma anche nazionale”.

Rilancio del turismo Per Astorre l’istituzione di questo parco archeologico alle porte di Roma è vista come un importante volano di rilancio economico per l’intera area: “Questo passo significa , oggi più che mai – ha detto Astorre – riscoprire e dare valore ad un luogo espressione di quella classicità apprezzata al livello mondiale. Significa consegnare alle generazioni presenti e future un sito in cui è ancora vivo il lascito della storia e arricchire il patrimonio culturale nazionale di un ulteriore tassello di bellezze di cui l’Italia è orgogliosamente ricca. Ora l'impegno per portarlo a dama”.

Il sito archeologico Di fatti, dal punto di vista scientifico, il sito è considerato uno dei più importanti del Lazio, come ha spiegato il presidente della Comunità Montana Damiano Pucci passando dalla  Roma Repubblicana a quella Pontificia fino al primo Medioevo. Il Tuscolo divenuta una delle più importanti città della Lega Latina fu battuta dai romani nella famosa battaglia del Lago Regillo del 496 a.c.
E sotto il dominio di Roma, divenne residenza estiva prediletta di imperatori, senatori. Tra le ville più celebri, si annoverano quella di Silla Cicerone, Lucullo, Tiberio e Matidia. Il Comune di Roma ne decise la distruzione definitiva che avvenne nel 1191 d.c.

Ultimo aggiornamento: 22:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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