Regione Lazio, la spartizione tra i gruppi
Idv, pochi consiglieri e tanti soldi

Martedì 25 Settembre 2012 di Mauro Evangelisti

ROMA - Lo scandalo dei soldi ai gruppi politici della Regione era una bomba a orologeria che tutti hanno sottovalutato. Partiamo da un dato: quando nel 2011 viene deciso di stanziare a bilancio 8,9 milioni di euro da distribuire generosamente ai partiti (a consuntivo saranno di più, almeno 12) nell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale la decisione è unanime. Chi ne fa parte? Maggioranza e minoranza.

Il sistema Lazio. Il presidente è Mario Abbruzzese (Pdl), i vicepresidenti sono Raffaele D’Ambrosio (Udc) e Bruno Astorre (Pd). Completano la formazione Gianfranco Gatti (Lista Polverini), Isabella Rauti (Pdl) e Claudio Bucci (Idv). Il meccanismo scelto è folle: i gruppi possono spendere i soldi come vogliono, nessuno controlla, in teoria i consiglieri dovranno conservare le ricevute ma nessuno li controllerà mai. I gruppi consiliari neppure mettono on line i bilanci, non dicono ai cittadini: vedete, noi spendiamo i vostri soldi in questo modo, siamo trasparenti, non nascondiamo nulla. No, hanno incassato e non hanno dato molte spiegazioni. «Noi contro questo sistema ci siamo battuti, abbiamo messo tutto in rete», precisano i Radicali.

La lite sul bottino. Perché il sistema è saltato? Come sempre succede in questi casi per una lite, altrimenti sarebbe proseguito magicamente fino al termine della legislatura. Solo che nel Pdl gli esponenti di area Forza Italia hanno puntato il dito contro Fiorito, area ex An, per come gestiva i 2,7 milioni di euro a disposizione del gruppo. E a quel punto si è aperto il vaso di Pandora: Fiorito a metà estate viene cacciato da capogruppo, lui reagisce sparando contro tutti, gli altri contro accusano, interviene la magistratura. E il Lazio, anzi l’Italia, scopre che nella Regione dove si tagliano i posti letto degli ospedali, i gruppi consiliari spendono milioni di euro in cene, viaggi, finanziamenti ad associazioni, vacanze. Allegria.

La spartizione. Sulla distribuzione dei soldi, poi, emergono elementi interessanti. Ad esempio ecco Italia dei Valori - cinque consiglieri - che ha ricevuto 1,2 milioni di euro, mentre l’Udc, che pure di consiglieri ne ha sei, ha avuto 887 mila euro. E c’è poi la storia dei monogruppi, la favolosa fortuna di chi eletto in un partito viene fulminato sulla via di Damasco, apre un proprio gruppo indipendente - come il Misto o i Responsabili - e si ritrova con un tesoretto personale, da spendere come meglio ritiene anche perché essendo capigruppo di loro stessi davvero possono usare i soldi come meglio ritengono. Ad esempio, Paris, del gruppo Misto, iscrive 95 mila euro alla voce «varie» ed è metà dei soldi che ha ricevuto. Francesco Pasquali, capogruppo di Futuro e Libertà (formato in corsa), spende per i collaboratori 96 mila euro. Per i Verdi (che quanto meno però è un monogruppo espressione della volontà elettorale), Angelo Bonelli, che è anche presidente del partito, mette a bilancio 36 mila euro spesi in alberghi, ristoranti e bar. Il Partito socialista, (Luciano Romanzi), in totale ha ricevuto 169 mila euro.

La classifica. In linea teorica la divisione della torta dovrebbe avvenire in proporzione alla grandezza dei gruppi, al numero dei consiglieri che ne fanno parte. Al Pdl, che ha 17 consiglieri, sono andati 2.735.502 euro, anche se in realtà nel 2011 ne sono stati spesi oltre 3,1 sfruttando un avanzo di cassa dell’anno precedente. Il Partito democratico ha ricevuto 2.017.946 di euro, spendendo qualcosa di più (2.051.563). La Lista Polverini è al terzo posto come risorse a disposizione: 1.913.628 euro (ne ha poi spesi grazie a fondi residui dell’anno precedente oltre 2 milioni).

Come spendono i nostri soldi. In linea teorica è tutto legittimo, anche se scandaloso. Potrebbero esserci reati solo se si dimostrerà la distrazione di fondi per spese davvero ingiustificabili - vacanze o acquisti di auto: ci sono in corso indagini della magistratura. Questo premesso, sapere che consiglieri regionali, che guadagnano circa 12 mila euro al mese (tra indennità e rimborsi vari) ricevono altri soldi per cene e alberghi provoca molte perplessità (eufemismo). Esempi: alla voce «ristorazione e alberghi» la Lista Polverini ha speso 195 mila euro in un anno; il Pdl si è attestato a 83 mila euro; il Partito democratico si è limitato, si fa per dire, a 23 mila euro. Per quanto riguarda «diffusione attività del gruppo e manifesti», 738.863 sono stati spesi dal Partito democratico, 886 mila euro dalla Lista Polverini. Dove invece primeggia il Popolo della Libertà è alla sezione «riunioni, convegni e incontri»: 685.000 euro in un anno.

Devono avere riflettuto e discusso parecchio in questi convegni.

Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 12:16

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