Nullità nozze, rivoluzione del Papa: riformata la Sacra Rota, processi gratuiti e deciderà il vescovo

Nullità nozze, rivoluzione del Papa: riformata la Sacra Rota, processi gratuiti e deciderà il vescovo
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Martedì 8 Settembre 2015, 12:57 - Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 14:32

Il Papa ha introdotto una forma di processo più breve sulla nullità delle nozze, nei casi in cui questa sia «sostenuta da argomenti particolarmente evidenti». Tra questi: mancanza di fede, brevità della convivenza, aborto procurato per impedire la procreazione, il permanere di una relazione extraconiugale. Giudice è il vescovo.

Il processo breve nei casi di nullità matrimoniale è una delle principali novità introdotte dal Papa con il motu proprio «Mitis Iudex Dominus Iesus», pubblicato questa mattina.

Tra le «circostanze» in cui è consentito il processo breve «si annoverano per esempio: quella mancanza di fede che può generare la simulazione del consenso o l'errore che determina la volontà, la brevità della convivenza coniugale, l'aborto procurato per impedire la procreazione, l'ostinata permanenza di una relazione extraconiugale al tempo delle nozze o in un tempo immediatamente successivo, l'occultamento doloroso della sterilità o di una grave malattia contagiosa o di figli nati da una precedente relazione o di una carcerazione, la causa del matrimonio del tutto estranea alla vita coniugale o consistente nella gravidanza imprevista della donna, la violenza fisica inferta per estorcere il consenso, la mancanza di uso di ragione comprovata da documenti medici, ecc».

Le nuove «disposizioni» contenute nel Motu proprio, non solo circa il processo breve, ma nella sua interezza, intendono favorire «non la nullità dei matrimoni, ma la celerità dei processi, non meno che una giusta semplicità, affinchè - scrive il Papa - a motivo della ritardata definizione del giudizio, il cuore dei fedeli che attendono un chiarimento del proprio stato non sia lungamente oppresso dalle tenebre del dubbio».

Avendo presente il pericolo che un «rito abbreviato possa mettere a rischio il principio della indissolubilità del matrimonio» il Papa dispone che «in tale processo sia costituito giudice lo stesso vescovo, che in forza del suo ufficio pastorale è con Pietro - spiega il documento pontificio - il maggiore garante dell'unità cattolica nella fede e nella disciplina».

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