Università, da domani i test per Medicina: 63mila iscritti, 9mila posti

Lunedì 5 Settembre 2016 di Lorena Loiacono
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Per alcuni si tratta di un’ingiusta lotteria, per altri di una selezione indispensabile. Domani, tra le polemiche, iniziano i test di accesso alle facoltà a numero programmato e, nonostante le statistiche impietose di chi viene ammesso e chi invece resta fuori dall’Università, si cerca ancora di recuperare mille posti rimasti vacanti lo scorso anno. Si parte con l’affollatissima prova di medicina e odontoiatria, mercoledì sarà la volta di veterinaria e il giorno seguente di architettura e ingegneria edile. Il 13 settembre, verranno svolte le prove per le professioni sanitarie e il giorno dopo per medicina in lingua inglese. Il test per scienze della formazione primaria si svolgerà invece il 6 ottobre.

VETERINARIA AFFOLLATA
E’ il test di medicina, comunque, il più atteso per l’altissima richiesta di iscrizione e per i posti che, rispetto allo scorso anno, sono diminuiti di 306 unità: gli iscritti al test sono ben 62.695, 2.056 in più dell’anno scorso, per 9224 posti. Otterrà un banco per aspiranti medici meno del 15% dei candidati. Per odontoiatria ci sono 908 candidati e 850 posti disponibili, per veterinaria sono 7.987 a fronte dei 655 posti e per architettura sono 10.161 gli iscritti per 6.991 banchi.

Gli studenti tornano quindi sul piede di guerra, chiedendo l’abolizione del numero chiuso, e rivendicano quel migliaio di posti che, con lo scorrere delle graduatorie finali, lo scorso anno è rimasto vuoto. Di questi, circa 700 solo a medicina. Come può accadere? Dipende dal meccanismo dello scorrimento delle graduatorie. Quando uno studente si iscrive al test nazionale, deve indicare le preferenze delle università che vorrebbe frequentare. La prima scelta indicata è anche quella in cui si svolge il test. Dopo due settimane, il 20 settembre, i candidati potranno conoscere il punteggio ottenuto tramite una prima pubblicazione online. Solo il 4 ottobre si potrà consultare la graduatoria nazionale.

C’è chi può iscriversi direttamente nell’ateneo indicato come prima scelta e chi invece, con la dicitura “assegnato”, può iscriversi nelle università indicate come seconda scelta. In questo caso lo studente può anche decidere di aspettare ulteriori scorrimenti per vedere se si liberano posti più appetibili. Il primo scorrimento avverrà l’11 ottobre e il secondo dopo una settimana. E così si va avanti anche per mesi tanto che il ministero dell’Istruzione, nel febbraio scorso decise di chiudere le graduatorie per decreto. Quest’anno è già prevista sul bando la chiusura alla fine del semestre. Anche perché, di fatto, la didattica è ormai avviata. In questo modo lo scorso anno restarono vuoti circa mille posti. Un ammanco assurdo viste le tante proteste per abolire il numero chiuso o per aumentarne i posti senza contare la quota di chi, almeno per il primo anno, va addirittura a studiare medicina all’estero.
 
GRADUATORIE E RICORSI
L’Unione degli universitari ha presentato vari ricorsi contro il blocco delle graduatorie, accolti dal Consiglio di Stato per la Sapienza, l’Università degli Studi Firenze, le Università di Siena, del Molise, di Foggia, di Cagliari e la Seconda Università degli Studi di Napoli, le Università di Cagliari, di Sassari, di Messina e l’Università di Milano. Nel frattempo però tanti studenti si sono iscritti in altre facoltà o hanno abbandonano gli studi. «Chiediamo al ministero di rivedere la chiusura anticipata delle graduatorie - spiega Elisa Marchetti, coordinatrice dell’Udu - è necessario non solo superare il numero chiuso ma anche investire in programmi di orientamento nelle scuole superiori, per permettere agli studenti di fare una scelta consapevole: bisogna pensare a scuola e università come due percorsi non distinti bensì in continuità». 
 
Ultimo aggiornamento: 7 Settembre, 09:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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