Trapianto di faccia a Roma, la donna con un nuovo volto: «Sono felice, ora non ho più paura»

Lunedì 24 Settembre 2018 di Camilla Mozzetti

«Professore mi sento pronta: non ho più paura». Angela, (la chiameremo così), la 49enne che sabato è stata sottoposta a un trapianto di volto all'ospedale romano Sant'Andrea, ha stretto la mano al professor Fabio Santanelli di Pompeo e ha detto al medico che ha guidato l'equipe chirurgica nei giorni precedenti all'intervento: «Lo voglio fare». Da anni Angela aveva smesso di guardarsi allo specchio. Rifuggiva qualsiasi superficie che potesse renderle indietro gli effetti devastanti della neurofibromatosi di tipo 1, una malattia genetica che le aveva stravolto il viso fin da quando era una ragazzina.

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Anni passati a nascondersi da se stessa e dagli altri con la speranza, tuttavia mai persa, di poter tornare ad avere una nuova vita. Con questo spirito, per nulla intaccato dalla depressione, un paio di anni fa Angela è entrata nella lista di attesa al momento la squadra del professor Santanelli conta un'altra richiedente e ha iniziato «tutto il percorso clinico e psicologico spiega il chirurgo richiesto dal caso; con la paziente lavoriamo da anni».

E lei, Angela, con l'aiuto dei fratelli, non si è mai persa d'animo. «Le persone nelle sue condizioni aggiunge Santanelli affrontano un possibile trapianto con un approccio positivo, perché ambiscono a migliorare la propria vita, e fanno fronte ai rischi quasi con leggerezza». Nel caso specifico, un rigetto sarebbe possibile ma si escluderebbe il decesso.
 

LA DONATRICE
«Dal punto di vista tecnico spiega ancora il professor Santanelli l'intervento è andato benissimo, senza intoppi. L'esito finale è un volto che non assomiglia né a quello della ricevente né a quello del donatore». A ridare un futuro ad Angela è stata G. P., una giovane di 21 anni che a metà settembre è rimasta coinvolta in un terribile incidente sulla via Nomentana. Il motorino su cui viaggiava insieme a un ragazzo si è scontrato con un'auto. La giovane è stata poi trasportata in codice rosso al Sant'Andrea e avrebbe riportato la morte cerebrale a poche ore dall'intervento. Intervento reso possibile grazie alla generosità dei genitori che hanno acconsentito alla donazione degli organi.
«Tutto è stato consequenziale conclude il chirurgo abbiamo ricevuto un'eventuale disponibilità venerdì mattina, la conferma ci è arrivata la sera e durante la notte abbiamo iniziato a operare l'espianto del volto per passare poi, a distanza di poco, all'intervento sulla donna». In tutto ci sono volute 27 ore, il clima in sala operatoria era quello «di un concerto, dove bisognava coordinare una serie di artisti aggiunge il chirurgo per sviluppare un'opera».

L'INTERVENTO
Tra le fasi più delicate, quella di riconnessione dei vasi sanguini e dei nervi oltre a tutti i tessuti che compongono il volto. «La paziente riportava l'ultimo bollettino medico del Sant'Andrea diffuso ieri in serata ricoverata in isolamento nella Terapia intensiva post operatoria non ha febbre né altre alterazioni dell'equilibrio fisiologico e tutti i controlli fino ad ora sono indicativi di un quadro clinico in progressivo lento miglioramento». L'operazione che si è svolta all'ospedale Sant'Andrea rappresenta il primo caso di trapianto facciale eseguito da una struttura ospedaliera italiana anche se l'equipe del professor Santanelli non va a caccia di applausi. «Per noi era importante aiutare una paziente», aggiunge Benedetto Longo, chirurgo dell'equipe. È comunque ragione d'orgoglio soprattutto nell'ambito accademico poiché il Sant'Andrea, oltre a essere un'azienda sanitaria pubblica, è anche policlinico universitario della Sapienza insieme all'Umberto I. «Per l'intero mondo scientifico commenta il Rettore del primo ateneo pubblico romano, Eugenio Gaudio è un passo avanti verso il progresso che arriva a un anno da un altro importante risultato: il Sant'Andrea nel 2017 ha effettuato il più alto numero di interventi di chirurgia toracica in Italia».
 

Ultimo aggiornamento: 11:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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