Thailandia, un amico della coppia massacrata in spiaggia: la mafia locale vuole uccidermi

Martedì 23 Settembre 2014 di Mauro Evangelisti

Due ragazzi inglesi massacrati nel paradiso delle vacanze, in un’isoletta al sud della Thailandia; nove giorni dopo non c’è ancora un colpevole, la polizia locale prima punta l’attenzione sul bersaglio che ovunque pare quello più scontato, quello degli immigrati (in questo caso birmani, scagionati dal test del Dna), poi chiama in causa un amico inglese del giovane ucciso (anche in questo caso non c’entrava nulla); infine un ragazzo scozzese in vacanza nella stessa isola, terrorizzato, mette su Facebook le foto di due thailandesi, secondo lui esponenti della mafia locale, racconta che volevano ucciderlo, inscenare il suo suicidio in modo da farlo diventare il colpevole, il capro espiatorio: «Mi hanno detto ”morirai stanotte. Sei stato tu a ucciderli. Finirai impiccato questa notte e noi faremo sembrare che sia stato un suicidio”».

Messi in fila sono gli elementi del giallo del duplice omicidio di Koh Tao, isola gemella di Koh Phangan famosa per i selvaggi full moon party. Sembrano la trama di un libro di John Burdett, lo scrittore che ha ambientato i suoi romanzi nella nazione dei sorrisi, la Thailandia. Eppure, la ferocia con cui il 15 settembre sono stati uccisi David Miller, 24 anni, e Hannah Witheridge, 23, appare molto distante da sorrisi e inchini, dalla spensieratezza e anche dalla trasgressione che regala ai turisti più giovani la Thailandia.

Koh Thao è un’isola molto amata dai saccopelisti, quelli che un po’ ricordano il Di Caprio di «The Beach», soprattutto per le feste in spiaggia come quella a cui nella notte del delitto parteciparono David e Hannah, connazionali ma arrivati nell’isola con due gruppi differenti. A Koh Tao si sono conosciuti, si sono piaciuti e hanno cominciato a frequentarsi, una trama normale in vacanza. Nella notte tra il 14 e il 15 settembre partecipano a una party sulla spiaggia, vicino a una discoteca, insieme a decine di altri ragazzi occidentali. Si appartano, ma al mattino, sugli scogli, vengono trovati i loro corpi senza vita, seminudi, insanguinati, colpiti con una violenza inspiegabile con una zappa. La ragazza è anche stata violentata. Per la Thailandia, che sul turismo basa una parte importante della sua economia, si tratta di una storia molto scomoda, anche perché dalla Gran Bretagna partono inviati e troupe televisive. Il primo ministro thailandese (in realtà il generale che a maggio è stato protagonista del colpo di stato) peggiora la situazione dicendo, più o meno, che una ragazza che va in giro in bikini più o meno se la cerca, ma poi è costretto a scusarsi. Prima vengono accusati gli immigrati del Myanmar, ma vengono rilasciati perché non ci sono prove. Poi si punta il dito contro un amico inglese del ragazzo - foto diffuse sui giornali locali senza troppo garantismo - ma bastano poche ore per scagionarli. Mentre la pressione delle autorità britanniche cresce insieme al timore di dovere ammettere che un delitto come questo è avvenuto in un Paese solitamente sicuro per i 26 milioni di turisti che accoglie ogni anno e che il colpevole è thailandese, ecco il nuovo colpo di scena: Sean McAanna, un giovane musicista scozzese amico del ragazzo ucciso, su Facebook pubblica le foto di due thailandesi che a Koh Tao lo hanno minacciato e scrive: «Mi hanno detto ”morirai stanotte. Sei stato tu a ucciderli. Finirai impiccato questa notte e noi faremo sembrare che sia stato un suicidio”». Viene anche intervistato dal giornalista del Telegraph mentre, spaventato, sale sul traghetto per lasciare Koh Tao e dice: «Stanno cercando un capro espiatorio». E punta il dito contro la «mafia dell’isola», alcune famiglie potenti locali che controllerebbero il business del turismo. La polizia replica: se ci fosse una mafia a Koh Tao, lo sapremmo. E intanto ipotizza di sottoporre al test del Dna tutti gli abitanti dell’isola.

In questo gioco di specchi, che ogni giorno offre una puntata differente e nuovi possibili colpevoli, in queste ore si è diffusa la notizia che la polizia abbia fermato un possibile sospetto, fratello di un potente locale e che un altro arresto sarebbe imminente. Ma l’impressione è che anche questo non sia l’ultimo capitolo del thriller e che bisognerà attendere ancora a lungo per sapere chi ha ucciso David e Hannah, i due ragazzi massacrati in paradiso.

Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 18:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA