Telefono azzurro, abusi sui minori: raddoppiate in un anno le segnalazioni

Telefono azzurro, abusi sui minori: raddoppiate in un anno le segnalazioni
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Lunedì 5 Maggio 2014, 17:16 - Ultimo aggiornamento: 6 Maggio, 19:13

Sono aumentate in un anno, dal 2012 al 2013, le segnalazioni di abuso sessuale su bambini e adolescenti raccolte da Telefono azzurro. Nel 2013 i casi gestiti dalle linee di ascolto ed emergenza e dalla chat sono stati 240, pari a circa il 4,9% del totale delle consulenze. In particolare, le segnalazioni alla linea di emergenza 114 sono passate dal 4,6% del 2012 al 7,9% del 2013. I dati sono stati presentati oggi a Roma da Telefono azzurro, in occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia.

«Occorre un registro permanente per raccogliere dati sulla condizione dei bambini vittime di violenza sessuale e un aumento delle risorse per il contrasto degli abusi», ha detto il presidente di Telefono azzurro, Ernesto Caffo, lanciando un appello a Parlamento e Governo. Da aprile 2013, sottolinea Telefono azzurro, sono in aumento anche i casi di pedopornografia e adescamento online (dal 4,4% e al 4,9% delle segnalazioni al 114).

«Sono fenomeni che si stanno intensificando per numero e gravità - ha osservato il direttore del servizio di Polizia postale e delle Comunicazioni, Antonio Apruzzese - anche a causa dell'uso distorto dei social media. Occorre un'attività investigativa più mirata e una prevenzione avanzata». In generale, aggiunge Telefono azzurro, le vittime sono soprattutto femmine (oltre 70%) e hanno meno di 10 anni (oltre 40%); la maggior parte degli abusi è messa in atto da persone conosciute. Aumentano le violenze perpetrate da coetanei: rispetto ai casi segnalati al 114, in un anno si è passati dall'1,4% al 2,4%.

In aumento anche gli abusi perpetrati su minori stranieri: le vittime sono passate dal 19% al 31% del totale dei bambini non italiani che hanno chiesto aiuto. Tra le altre richieste di Telefono azzurro alle istituzioni anche l'adozione di iniziative di contrasto all'adescamento online e della pedopornografia da parte delle aziende del settore tecnologico, interventi educativi per famiglie e scuola e l'istituzione di centri per la cura delle vittime. «Occorre anche obbligare i colpevoli a curarsi contro l'altissimo tasso di recidiva», ha concluso il magistrato Simonetta Matone.

«La tendenza indica che misure attuate da una decina di anni da parte della Santa Sede e delle Chiese locali cominciano a dare risultati positivi». Lo ha detto oggi a Ginevra monsignor Silvano Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede all'Onu di Ginevra davanti al Comitato delle Nazioni Unite evocando un declino in alcune aree dei casi di pedofilia. «Il problema della pedofilia è un problema enorme nel mondo», ha aggiunto. Secondo le statistiche dell'Onu, si tratta di milioni di casi, soprattutto in seno alle famiglie (...). La Chiesa deve pulire davanti alla sua porta e lo fa da dieci anni«, ha aggiunto.

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