Modella rapita: in cella in Italia il fratello di Lukasz Pawel Herba, lo aiutò a sequestrare Chloe

Domenica 24 Giugno 2018 di Claudia Guasco

MILANO E’ stato estradato in Italia per essere processato Michal Konrad Herba, trentasette anni, di origini polacche, arrestato nell’agosto scorso in Inghilterra per aver rapito con il fratello maggiore di Lukasz Pawel Herba la modella Chloe Ayling. Secondo le indagini della squadra mobile di Milano coordinate dal pm Paolo Storari, allora alla Dda, la modella venne tenuta segregata tra l’11 e il 17 luglio 2017 prima in un appartamento milanese quindi in una baita isolata, in provincia di Torino. Alla fine venne liberata dallo stesso Lucasz, un «mitomane avventuriero» secondo gli inquirenti, che voleva accreditarsi sul “deep web” come uomo della malavita in grado di risolvere qualunque problema. I due fratelli avrebbero anche chiesto al manager e ai familiari della ragazza dapprima 300 mila e poi 50 mila dollari, mai ottenuti.
 

 

INDAGINI INTERNAZIONALI
Dagli accertamenti si è scoperto che Michal Konrad Herba è arrivato a Milano il 9 luglio dopo aver acquistato in Polonia l’auto nella quale la vittima è stata trasferita in una baita nel comune di Lemie (Torino). Le indagini hanno portato a individuare il luogo in cui la modella venne tenuta prigioniera e, il 18 luglio 2017, ad arrestare il suo carceriere Lukasz Pawel Herba. Ma il lavoro degli investigatori è proseguito oltreconfine: il servizio per la Cooperazione internazionale della Direzione centrale della polizia criminale in raccordo con le unità speciali britanniche e la Nca (Nacional cryme agency) hanno fatto scattare le manette ai polsi dell’uomo circa un mese dopo la cattura di Lukasz. Anche Michal Konrad è accusato di sequestro di persona a scopo di estorsione e ora è in una cella di San Vittore in attesa che il pm Storari chiuda le indagini nei suoi confronti in vista della richiesta di rinvio a giudizio.
«ERA D’ACCORDO CON ME»
Intanto due settimane fa Lukasz Herba è stato condannato a sedici anni e nove mesi di carcere e prima del verdetto ha rilasciato dichiarazioni spontanee fornendo la sua ultima versione dei fatti: «Chloe era d’accordo con me, aveva accettato la mia proposta di un finto sequestro perché voleva popolarità e avevamo concordato che i soldi che avremmo guadagnato li avremmo divisi e poi potevamo anche uscire insieme. Era evidente che lei aveva bisogno di un aiuto, perché era senza soldi, io ero diventato suo amico e ne ero innamorato, ho fatto di tutto per aiutarla, tutto lo scandalo internazionale che ne è derivato è servito solo per farla diventare famosa». Ma per il pm Storari la versione del rapimento sostenuta dalla modella è «più che riscontrata dagli elementi probatori», tra i quali un messaggio di Lucasz al fratello nel quale lo esorta a «pulire bene il bagagliaio per non fare trovare i capelli di lei» alla polizia.

Ultimo aggiornamento: 25 Giugno, 13:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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