Ballottaggi, il premier: media contro di noi
senza cervello chi vota a sinistra

Mercoledì 25 Maggio 2011
Silvio Berlusconi
ROMA - Il premier Silvio Berlusconi, durante il vertice Pdl di stamattina a Palazzo Grazioli, ha scaricato sul sindaco uscente di Milano, Letizia Moratti la colpa della sconfitta del Pdl al primo turno delle elezioni per il sindaco di Milano. Berlusconi dice che la caratura dei candidati, la loro debolezza, ha pesato sulla mancata vittoria e ammette che non si doveva caricare il voto di significato politico nazionale. Poi, in serata,durante la registrazione di Porta a Porta, dà la colpa anche ai media, parlando di disinformazione e di "blocco terrificante" contro il Pdl. Premier all'attacco nei confronti di Pisapia e De Magistris: secondo Berlusconi «chi li vota è senza cervello».



Bersani: premier alla frutta. L'esperienza del governo Berlusconi è «alla frutta». E la «riscossa civica» che porterà il cambiamento anche al governo, parte dai Comuni e dalle Province, dai ballottaggi di questo fine settimana. Perché «la confusione in cui regna il governo ha ricadute nella vita dei cittadini». Perciò Pier Luigi Bersani è convinto che a Milano e non solo, il centrosinistra vincerà: «i cittadini sceglieranno il cambiamento». Suona la carica in vista del rush finale, il segretario del Pd. «L'ho detto tre mesi fa e sono sicuro anche adesso: abbiamo vinto il primo turno e sono molto ma molto fiducioso che vinceremo anche il secondo turno, perché a Milano, e non solo, i cittadini sceglieranno con serenità il cambiamento».



Casini: gli italiani hanno bocciato il governo. Anche il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, chiede a Berlusconi di prendere atto che «gli italiani hanno bocciato il governo», al termine di un voto che «ha chiesto lui» di interpretare come un «referendum pro o contro il governo». Di Pietro E su questo punto si trova d'accordo anche il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro: il voto dei ballottaggi è un «passaggio fondamentale non solo sul piano amministrativo, ma su quello politico». Insomma, che il governo getti la spugna e rassegni le dimissioni al termine dei ballottaggi è l'auspicio che accomuna le opposizioni. Sul dopo, c'è però qualche divergenza. Perché mentre D'Alema auspica un «governo per cambiare le regole», Di Pietro stronca sul nascere questa ipotesi: «L'unico passo consentito sarebbe quello di andare alle elezioni».



«Contro di noi c'è un blocco mediatico terrificante - dice Berlusconi durante Porta a Porta - I grandi giornali, a partire dal Corriere della Sera, le tv private Sky e La7, e la Rai pagata con i nostri soldi, stanno tutti con la sinistra. Prima del voto ho visto un servizio terrificante di Annozero, in cui c'erano donne che piangevano perché non c'erano gli asili nido, nonne che non avevano la casa popolare. Di fronte a questa mistificazione, può darsi che le persone non vicine alla politica siano state attratte dal nuovo, pensando che "scopa nuova scopa bene"».



«Sconfitta Moratti colpa dei media». «La sconfitta della Moratti è colpa della disinformazione dei media - ha detto Berlusconi - Il sindaco Moratti ha gestito molto bene la città, proseguendo il buon governo avviato da Abertini. Milano è nelle 25 città top del mondo, ha saputo attrarre investimenti e ha creato l'Expo, straordinaria occasione anche per illustrare l'Italia in tutto il mondo».



«La sinistra perde se la gente vota con il cervello». «La Moratti e Lettieri sono persone che hanno gestito aziende, sono capaci di prendere delle decisioni, mentre gli altri sono amministratori improvvisati - dice il premier - Io credo che Pisapia e De Magistris non riusciranno a vincere, se a Milano e Napoli la gente andrà a votare senza lasciare a casa il cervello».



«Pisapia non ha mai amministrato neanche un'edicola». «Come fa a governare Pisapia - sostiene Berlusconi - che non ha mai amministrato neppure un'edicola di giornali e che in Parlamento ha fatto solo leggi a tutela terroristi, o per l'eutanasia. Il Comune di Milano è una grande azienda da amministrare».



«Elettori di De Magistris senza cervello». «Non credo che ci sia una persona con la testa sulle spalle che possa votare per il signor De Magistris - dice il remier - Uno che vota per il signor del De Magistris vada a casa, si guardi nello specchio e dica sono un uomo o una donna senza cervello. Vorrei sapere come può essere adatto il signor De Magistris, che era disistimato dai colleghi magistrati ed è un agitatore politico e un demagogo».



«Abbiamo la sinistra più impresentabile del mondo - dice il premier - Vanno da Vendola a Grillo, passando per Di Pietro e si mettono insieme per raggiungere il potere, ma si divideranno alla prima decisione da prendere».



«Multa folle, non pagherete». Nel corso di Porta a Porta, a Bruno Vespa che gli ricorda i soldi per la multa che l'Agcom ha fatto alla Rai per la violazione della par condicio, il premier risponde: «Non credo che li pagherete. E' una follia, perché c'è un sistema folle che si chiama par condicio, una norma liberticida dove il partito dell'1% deve avere lo stesso spazio di un partito che ha il 30%. Non succede in nessuna parte al mondo».



Vertice Pdl, il premier incolpa la Moratti. Molto del risultato che si è ottenuto alle elezioni amministrative è dipeso dalla scelta dei candidati, ha detto il premier, secondo quanto raccontano alcuni presenti stamattina al vertice dell'ufficio di presidenza del Pdl a palazzo Grazioli. Al centro dell'incontro, al quale ha partecipato anche la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, l'azione dell'esecutivo nei prossimi due anni di legislatura e in particolare il rilancio delle riforme. Berlusconi, facendo un'analisi del voto, ha aggiunto che non si doveva caricare di significato politico il voto amministrativo, anche se è stato prorpio il premier a far diventare il turno amministrativo un referendum su di lui.



Bonaiuti si affretta a smentire. «Io ero dentro e le parole di Berlusconi sui ballottaggi non sono vere, è sbagliato quanto attribuitogli»: lo ha detto Paolo Bonaiuti, portavoce del premier, che, mentre il vertice era ancora in corso, è uscito da Palazzo Grazioli per smentire che il Cavaliere abbia detto nel corso dell'Ufficio di presidenza che il risultato dei ballottaggi sia dipeso dai candidati.



Dare le città in mano all'estrema sinistra è una follia, è un altro passaggio dell'intervento di Berlusconi. Il premier, sempre secondo le stesse fonti, ha aggiunto: siamo in campo per restarci.



Ennesima promessa sul fisco. Dopo il voto di fiducia di ieri la maggioranza è rafforzata e più coesa ed ora dobbiamo fare le riforme promesse ai cittadini, a partire da quella del fisco in modo che non ci siano più vessazioni per i cittadini, è stato quindi il ragionamento svolto da Berlusconi, durante il quale il premier ha ripreso le parole di Giulio Tremonti, sostenendo che è ora di dire basta alle "ganasce fiscali".



Milano, esposto Pisapia contro falsi rom: la procura apre una inchiesta. È stato presentato intanto alla procura di Milano l'esposto denuncia annunciato ieri dal candidato sindaco del centrosinistra a sindaco di MilanoGiuliano Pisapia che riguarda una serie di episodi ritenuti di diffamazione e «scorrettezze» che si sono verificati in questi ultimi giorni di campagna elettorale.



In particolare nell'esposto, depositato da un legale che rappresenta Pisapia, si segnalano gruppi di persone, "figuranti", che travestiti da zingari o da persone povere o straniere, si spacciano per persone dei Comitati di Pisapia e diffondono volantini che riguardano la campagna elettorale del candidato sindaco del centrosinistra.



Pisapia ieri aveva parlato di «una campagna organizzata di diffamazione» a base di finti zingari che girano per Milano distribuendo volantini falsi pro-Pisapia e uomini vestiti da operai che, in diversi quartieri, prendono delle misure dicendo che sono per costruire la nuova moschea. Dopo che già alcuni giorni fa il leader di Sel, Nichi Vendola, aveva parlato di finti zingari, ieri il candidato sindaco del centrosinistra a Milano ha rincarato la dose annunciando l'esposto contro quelli che definisce «veri e propri reati».



«C'è una regia e una strategia» dietro i falsi zingari in giro per Milano e i finti operai che dicono di prendere le misure per la nuova moschea, ha detto Pisapia. Il candidato sindaco del centrosinistra ha parlato di fatti «di una gravità incredibile che non possono derivare da una iniziativa personale». «Dietro - ha aggiunto - c'è una regia, c'è una strategia che è quella di infangare la mia immagine e, quello che più mi preme, di infangare la coalizione, il mio programma e il futuro di Milano».



Nuova sparata di Giovanardi. «Il mio è un grido d'allarme, affinché tutto quello che è stato fatto non venga contraddetto da dichiarazioni e programmi che si muovono in direzioni opposte al Dipartimento antidroga. Mi riferisco ai candidati sindaci di Milano e Napoli. Purtroppo in dichiarazioni scritte De Magistris a Napoli e Pisapia a Milano hanno parlato di liberalizzazione delle droghe leggere e di diversificazione tra sostanze leggere e pesanti», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al contrasto delle droghe, Carlo Giovanardi, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Giovanardi ha sottolineato che queste «due proposte vanno esattamente nella direzione di ridurre la disapprovazione sociale, che è indispensabile per arginare il fenomeno della droga specialmente tra i giovani. Sono dichiarazioni completamente in controtendenza con il lavoro fatto dal Dipartimento in questi anni» che ha portato a un calo dei consumi. Secondo il sottosegretario «la liberalizzazione delle droghe leggere comporta inoltre un aumento del consumo delle droghe pesanti e favorisce le attività criminali come mafia, camorra e 'ndrangheta, che prosperano anche grazie la distribuzione di sostanze illegali». Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 22:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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