Recovery Fund, Casini: «L'Europa si è svegliata e ora tocca a noi. Serve un progetto, non assistenzialismo»

Giovedì 28 Maggio 2020 di Marco Ventura
Recovery Fund, Casini: «L'Europa si è svegliata e ora tocca a noi. Serve un progetto, non assistenzialismo»
«Avevamo chiesto all'Europa: se ci sei batti un colpo! Stavolta il colpo l'ha battuto. I 500 miliardi a fondo perduto contro la crisi da Covid-19, oltre a tutti gli altri provvedimenti che sono stati presi, dimostrano che il coronavirus è servito a dare una smossa a un corpaccione statico che si è risvegliato capendo che l'alternativa è tra morire e vivere». Il corpaccione, per il presidente dell'Interparlamentare italiana Pier Ferdinando Casini, è quello della Ue. Che però resta l'unica opzione, così come lo è l'appoggio agli organismi multilaterali come l'Organizzazione mondiale della Sanità, con tutti «gli errori commessi e le contraddizioni, perché da soli non vanno da nessuna parte USA e Germania, figuriamoci l'Italia!».

Che cosa deve fare l'Europa per vivere e non morire?
«Atti come quelli appena anticipati dalla presidente della Commissione Ue. Ovviamente adesso i governi dovranno semmai migliorare, certo non peggiorare, le sue proposte. C'è l'ostacolo dei Paesi cosiddetti virtuosi che in realtà sono i più furbi, in certi casi sono paradisi fiscali, non considerano che questa Europa serve a tutti e in un mondo globalizzato procedere in ordine sparso non è possibile per Berlino e Parigi, tanto meno per Austria e Olanda. Quindi mi auguro che le resistenze vengano battute e Paesi che sono anche fondatori dell'Unione capiscano quanto sia importante che l'Europa non vada a fondo».

Ma non ci sono solo le risorse a fondo perduto?
«L'Italia dovrà pagare anche un prezzo e valutare seriamente, per esempio, se attingere ai fondi del MES rispetto ai quali, convenendoci in termini di interessi, non dobbiamo farci frenare da tabù ideologici. Inoltre, la Banca centrale europea ha comprato a piene mani titoli di Stato italiani. Senza questo, saremmo stati sommersi da uno spread insostenibile per il nostro debito pubblico».

I primi passi di BCE e Commissione non erano incoraggianti
«Ci sono state gaffe iniziali della Lagarde e della Von der Leyen, che però adesso stanno portando l'Europa sul giusto binario e anche l'Italia dovrà assumersi le sue responsabilità. Il primo passo è stato fatto, il primo colpo battuto...».

E il secondo?
«Avere un progetto per il Paese che consenta di spendere bene questi fondi. Se manca un disegno di largo respiro e ci limitiamo a distribuire i soldi per alimentare operazioni di populismo assistenziale, non avremo più la prova d'appello. Occorrono piani di rilancio. Gli italiani sono pronti a investire i loro risparmi, lo abbiamo visto col successo dell'emissione dei buoni del Tesoro. Ma occorre un progetto. Basta improvvisazione come quella che si è vista con le cosiddette milizie. Ci vuole un disegno per il Paese, se sperperiamo queste risorse in un basso assistenzialismo populista siamo morti».

E il terzo passo?
«Anche l'opposizione deve concorrere al grande sforzo nazionale. Ci vuole una capacità di tutti di assecondare un disegno per il Paese. Da Forza Italia ripetutamente è venuto un accenno costruttivo su tanti punti, e in Europa ha lavorato assieme alle grandi famiglie politiche per un possibile approdo. Mi auguro che la destra italiana, a partire da Salvini è il leader, possa dare il suo contributo: siamo tutti sulla stessa barca. Oltretutto, mezza Italia è governata localmente dalla destra. Gran parte del dibattito sul MES è propagandistico, mentre oggi non servono le propagande. Anche in Europa il conteggio delle furberie di singoli Paesi sarà negativo per tutti».

Trump dice che l'OMS ha mancato la prova, Salvini concorda
«Su questo sono molto vicini alla realtà. La prestazione dell'OMS non è stata delle migliori, basta leggere i comunicati: si sono avviluppati in una serie di contraddizioni e in molte circostanze non sono stati autonomi. Ma anche se l'OMS non ha lavorato bene, mai e poi mai dobbiamo arrivare alla conclusione di Trump di negare i fondi: se il multilateralismo viene minato pensando di poter risolvere i problemi da soli, sbagliano gli Stati Uniti e sbagliamo noi. Basta guardare il Mediterraneo: gli americani se ne sono andati e ora se lo stanno dividendo russi e turchi». © RIPRODUZIONE RISERVATA