MIGRANTI

Migranti irregolari, Salvini fa retromarcia: «Sono 90mila e non 500mila»

Giovedì 25 Aprile 2019
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Matteo Salvini
Retromarcia di Salvini che dopo aver più volte lanciato allarmi sulla presenza in Italia di 500mila migranti irregolari, oggi ha annunciato che in realtà sono meno di un quinto di quella cifra, ovvero "solo" 90mila.

Il vicepremier cancella così in una conferenza stampa al Viminale gli allarmi che per mesi, prima in campagna elettorale e poi durante il primo anno di governo gialloverde, lui stesso e la Lega hanno rilanciato sulla presunta invasione di clandestini. Un cambiamento radicale di prospettiva che «sorprende» gli stessi Cinquestelle ed apre un nuovo fronte di scontro con l'alleato di governo, pronto a ricordare che fu proprio il ministro dell'Interno a voler inserire nel contratto il numero magico di 500mila irregolari per sostenere che una «una seria politica dei rimpatri» fosse «indifferibile e prioritaria».

La giravolta serve però al titolare del Viminale proprio per rispondere alle critiche che ieri il Movimento gli ha rivolto in tema di rimpatri ricordando che con le circolari non si risolve il problema dei «quasi 600mila irregolari in Italia». Salvini ha risposto convocando una riunione al Viminale con i vertici delle forze di polizia per fare il punto su «terrorismo, estremismo islamico e immigrazione» e chiedendo agli uffici un'analisi approfondita sui dati dell'immigrazione a partire dal 2015.

E poi si è presentato in sala stampa. Per dire che gli sbarchi nel 2019 sono calati del 93%, che i rimpatriati sono 2.053 - il triplo degli arrivi - e, soprattutto, che «gli irregolari stimati, perché in quanto irregolari non c'è mai stato un numero certo, sono un numero più basso rispetto a quanto qualcuno va narrando in questi giorni».

Ai 90mila come «numero massimo stimabile» di irregolari il ministro ci arriva mettendo in fila una serie di numeri. Il primo sono i 478mila migranti sbarcati in Italia dal 2015: a questa cifra, dice Salvini, vanno sottratti i 119mila che sono nel sistema d'accoglienza (Hotspost, Cara, Sprar) e altri 268.839, che sono «presenze certificate in altri paesi Ue». In sostanza, tutti quei migranti che, in base al trattato di Dublino, gli altri paesi dell'Unione europea chiedono all'Italia di riprendersi perché sono stati registrati nel nostro paese. Il ministro però nulla dice sui numeri antecedenti al 2015. E dal conto lascia fuori anche i 32mila che, invece, l'Italia si è ripresa dagli altri paesi Ue in 4 anni e mezzo. «È una cifra importante su cui stiamo lavorando - ripete - ma non sono certo le centinaia di migliaia che temevo e di cui qualcuno parlava». Quel qualcuno però era fino a pochi giorni fa anche lui. E i cinquestelle non mancano di ricordarglielo.

«Sorprendono le parole del ministro - dice il Movimento - visto che fu proprio lui a scrivere nel contratto di governo il numero di 500mila irregolari. Che tra l'altro è il numero reale, confermato da molte organizzazioni. Non capiamo il senso di dover anche smentire ciò che è riportato nel contratto di governo, forse perché sui rimpatri ancora non è stato fatto nulla?». Al ministro però arriva un regalo forse inaspettato dalla Guardia Costiera. Al termine dell'ispezione a bordo della Mare Jonio, i militarti hanno diffidato la nave di Mediterranea Saving Human ad effettuare «operazioni di salvataggio in modo stabile ed organizzato» fino a quando non si adeguerà alla normativa di settore e verrà certificata «per il servizio salvataggio».

In pratica, l'unica nave umanitaria battente bandiera italiana non dovrebbe svolgere attività Sar al largo della Libia. «un atto intimidatorio e illegittimo dal punto di vista legale» risponde Mediterranea, che non ha alcuna intenzione di fermarsi. Per Salvini è invece un'«ottima notizia». E il ministro nel commentare la decisione della Guardia Costiera non si risparmia l'ennesima frecciata ai cinquestelle. «È stata bloccata la nave dei centri sociali, che pretendeva di dettare legge nel Mediterraneo anche grazie ad alcuni parlamentari eletti con i 5S, come De Falco»
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