Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Turismo, crisi nera. Il presidente Bocca: «Gli hotel costano tanto anche se sono chiusi, così pagano i dipendenti»

Turismo, crisi nera. Il presidente Bocca: «Gli hotel costano tanto anche se sono chiusi, così pagano i dipendenti»
di Francesco Bisozzi
3 Minuti di Lettura
Martedì 12 Gennaio 2021, 07:20

«Un albergo non è un negozio. Quando lo chiudi, se è una struttura di dimensioni medio grandi, ti costa comunque 40 mila euro tra manutenzione, vigilanza, tasse, utenze e compagnia bella». Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, di hotel ne ha una dozzina, dunque se la situazione non cambierà va incontro quest'anno a una perdita di circa 5 milioni di euro in totale, dopo aver già visto il proprio fatturato contrarsi dell'80% nel 2020 per effetto dei lockdown.
Record di stanze occupate nel 2020?
«Una quarantina, a Roma, nell'albergo di piazza Barberini, che però ne conta più di cento. Ho riaperto a settembre e ottobre per la Festa del Cinema: avevamo preso accordi prima della seconda ondata per ospitare gli addetti all'organizzazione del festival».
Ha anche un hotel a Capri e a Firenze. Lì com'è andata?
«A Firenze abbiamo aperto quest'estate per dare un messaggio, ma sotto il profilo dei conti è stato un disastro. Nel momento di picco avevamo il 20% delle camere occupate. A Capri siamo rimasti chiusi ad aprile, maggio, in parte giugno e settembre, oltre a ottobre. Lì i ricavi sono calati di netto anche per l'assenza del turismo Usa. Sull'isola è quello che spinge i consumi».
Nel suo caso quanto valgono i ristori?
«C'è il limite dei 150 mila euro, ma non ad albergo, a ragione sociale. Quindi, nella migliore delle ipotesi, riceverò 150 mila euro per dodici strutture, poco più di diecimila euro a struttura. Ma sa quanto pago di elettricità solo a Roma? Circa 380 mila euro l'anno. Di questo passo i costi fissi faranno inabissare il settore».
Un albergo su due è in affitto, vero?
«Vero. C'è il credito d'imposta, ma spesso il proprietario non accetta di usufruirne in cambio di una riduzione dell'affitto. Così se lo devono scaricare dalle tasse i titolari delle strutture, che non lavorando però non hanno molto da scaricare. Chi ha i ricavi azzerati e deve fare i conti con l'affitto, anche solo con il 40% dell'importo per effetto delle agevolazioni, oggi è sull'orlo del baratro».
Prenotazioni per il 2021?
«Quali prenotazioni?».
Se la situazione non cambia quanti dipendenti salverà?
«Ne ho 400 e se la situazione rimarrà quella di oggi, direi una settantina. Forse cento».
Come se ne esce?
«Concedendo alle imprese prestiti di lungo termine, a 15 anni, per fare provvista di cassa per poter pagare gli stipendi e le altre spese. E soprattutto estendendo il superbonus al 110% agli alberghi per permetterci di realizzare nel tempo in cui rimaniamo fermi strutture adatte a rispondere alle esigenze delle clientela che verrà».
 

Covid, il turismo ha perso tutto: «Questo mese tre viaggi». Giro d'affari giù del 97%, la beffa dei mancati ristori

Covid, palestre e piscine al collasso: «Le strutture sono adeguate ma non abbiamo certezze»

Roma, il commercio in crisi: già persi 30 mila posti «Gravi rischi a marzo». Triplicato il cibo sprecato dai ristoranti

Napoli, ristoratori e commercianti contro l'ordinanza di De Luca: bloccato il lungomare

Ristori, beffati alberghi e catering, neanche un euro di aiuti

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA