Auto blu, spreco infinito: nel 2020 cresciute ancora ma il censimento è scomparso

Auto blu, spreco infinito: nel 2020 cresciute ancora ma il censimento è scomparso
di Francesco Bisozzi
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Sabato 13 Febbraio 2021, 07:45

ROMA Giù le mani dalle auto blu. Le amministrazioni pubbliche hanno preso la pandemia al balzo e per la prima volta non hanno comunicato il numero delle vetture in loro possesso, blu e non solo. Risultato? Il censimento annuale delle supercar, di cui è responsabile il ministero della Funzione pubblica, a gennaio è stato definitivamente insabbiato. «Troppo bassa la percentuale di adesione degli enti pubblici all'indagine, crollata ai minimi storici, perciò i dati raccolti non sono rappresentativi», spiegano da Palazzo Vidoni non senza una punta di imbarazzo. Le berline di Stato sono uno dei simboli della casta contro cui i Cinquestelle si sono scagliati fin dal loro ingresso in politica. Fa ancora più specie, perciò, che abbiano smesso di contarle (e di ridurle) una volta al governo.


I dati


Gli ultimi dati certi sul parco auto dello Stato risalgono al 31 dicembre 2018 e sono contenuti nel report pubblicato a maggio 2019 dall'allora ministra della Pa Giulia Bongiorno. Allora aderirono al censimento l'80% delle amministrazioni pubbliche, vennero conteggiate 33 mila vetture, tra cui 3 mila auto blu. Quelle effettivamente in circolazione sarebbero però circa il 20 per cento in più secondo le stime dei tecnici di Palazzo Vidoni: le auto pubbliche senza autista potrebbero essere persino più di 36 mila, contro le 31 mila censite nel 2018, mentre le blu ammonterebbero nel complesso a circa 4 mila (alla fine del 2018 invece ne sono state conteggiate 3.366).

La fuga delle amministrazioni pubbliche dal censimento si è consumata in piena emergenza sanitaria: quando gli sguardi erano tutti rivolti alla curva dei contagi, nei garage dello Stato è stata spenta la luce. A non aver comunicato i dati sarebbero stati soprattutto gli enti locali, i Comuni in primis, che possiedono a vario titolo almeno 16 mila mezzi, la metà dell'intera flotta dello Stato. Nei garage di Regioni, Province e città metropolitane ne sono parcheggiate 3 mila, stando ai dati dell'ultimo censimento.


Nei cortili dei ministeri e della presidenza del Consiglio, sempre nel 2018, sono stati censiti 166 mezzi, di cui 70 supercar: il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con 96 mezzi a disposizione, di cui 10 a uso esclusivo con autista e 7 a uso non esclusivo con autista, figurava allora in testa alla classifica delle amministrazioni dello Stato con più vetture, blu e grigie. Scorrendo con lo sguardo i dati dell'ultimo censimento disponibile balzano poi agli occhi le 133 auto del Comune di Roma, di cui 131 con autista, sei volte di più rispetto a quelle del Comune di Milano, che sempre nel 2018 si era fermato a 22 mezzi di cui 17 blu.

Impossibile non notare poi le 119 auto a disposizione della Regione Abruzzo (ma quelle con autista sono 8), le 84 della Regione Sardegna (ben 55 in questo caso quelle di lusso con autista incluso), le 59 auto blu della Campania e le 58 della Calabria. Infine emergono dalla lista una serie di piccoli e a volte piccolissimi Comuni con i garage pieni fino all'orlo. Per esempio: il Comune di Zoppola, in provincia di Pordenone, con meno di diecimila abitanti, famoso per le sue distillerie ma anche per le sue auto blu, 6 secondo il censimento pubblicato nel 2019.


Dal 2014 le amministrazioni pubbliche hanno l'obbligo di comunicare i dati delle auto di servizio utilizzate per consentire alla Funzione pubblica di avere un quadro completo della situazione. I termini per partecipare al monitoraggio delle vetture usate dalle amministrazioni fino al 31 dicembre 2019 sono stati prorogati due volte lo scorso anno per effetto dell'emergenza, prima al 30 settembre e poi al 23 novembre.

Nonostante il più tempo concesso la maggior parte degli enti non ha risposto però all'appello: nel 2018 la percentuale di adesione era stata dell'82% contro il 67% dell'anno precedente, mentre questa volta sarebbe precipitata sotto la soglia del 50%. Il prossimo inquilino di Palazzo Vidoni dovrà far ripartire il conteggio da zero per capire di quante vetture dispone effettivamente lo Stato oggi e assicurarsi che le sanzioni nei confronti degli enti che hanno fatto scena muta vengano applicate. La norma prevede in questi casi la riduzione della capacità di spesa destinata all'acquisto di auto e buoni taxi.

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