Giorgio Ardisson muore a 83 anni Cerveteri piange lo “007” italiano

Giovedì 18 Dicembre 2014
CERVETERI
Cerveteri piange la scomparsa di Giorgio Ardisson. L'attore piemontese, diventato famoso negli anni sessanta per essere considerato lo 007 italiano nei panni dell'agente “3S3”, è deceduto dopo una lunga malattia. Un male inesorabile che non gli aveva però mai tolto la voglia di vivere e di rimanere a contatto con il mondo dello spettacolo. Giorgio Ardisson che avrebbe compiuto 83 anni il 31 dicembre, da tempo si era ritirato in un casale nelle campagne di Cerveteri, circondato dai suoi ricordi e dagli amici più cari. Attore eclettico, aveva recitato in 58 film dal 1959 al 1990, spaziando dal genere avventuroso al comico, dal drammatico fino al giallo e western. Compreso il famoso ruolo di Zorro. Nel suo curriculum anche un ruolo importante con Federico Fellini nel film Giulietta degli Spiriti nel 1965. Fu diretto da registi di spessore come Sergio Pastore, Alfonso Brescia, Giuseppe Vegezzi, Mario Bava. Alto 1.80, spalle e muscoli invidiabili, occhi chiari e capelli biondi, Ardisson fece sognare generazioni di donne. Con la città di Cerveteri Giorgio Ardisson aveva un rapporto molto stretto, si era innamorato del territorio un quarto di secolo fa, scegliendo la quiete della provincia al termine della propria carriera.
«Cerveteri perde un grande uomo – afferma il sindaco Alessio Pascucci – e un artista di prestigio che ha onorato la nostra città. Giorgio Ardisson era mio amico personale da tanti anni, è sempre stato disponibile quando l'amministrazione lo ha coinvolto in iniziative culturali. Anche colpito dalla malattia ci ha sempre regalato un sorriso e la sua attenzione. Lottava come un leone, è stato vigile fino all'ultimo, se ne è andato con discrezione e senza il clamore di quei riflettori che lo avevano reso celebre. Avvieremo le procedure per ricordarlo nel modo più consono, intitolandogli una strada».
Per volere della famiglia, i funerali si sono svolti in forma riservata nella chiesa di Santa Maria nel centro storico di Cerveteri.
Gianni Palmieri
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