Ostia, addio a Simone morto mentre faceva ginnastica a scuola

Giovedì 12 Dicembre 2019 di Moira Di Mario
Ostia, addio a Simone morto
mentre faceva ginnastica a scuola
«Quando Simone è nato era piccolo e bellissimo. Avrei dato la mia vita per la tua. Io e te non potremmo mai dividerci. Saremmo nel nostro mare, sul divano a giocare alla Play. Ora mi proteggerai da lassù. Il dolore immenso non è più grande della gioia di averti avuto come fratello». Così Marzia ha ricordato Simone, morto il 5 dicembre dopo un arresto cardiaco mentre faceva ginnastica nella palestra della scuola media di via Mar dei Caraibi a Ostia. Ieri erano in tanti nella chiesa di Santa Monica a dare l’ultimo saluto a Simone Falciatori. La sua bara bianca era ricoperta dalla maglia della As Roma, dalle gerbere gialle e rosse accanto alla sua foto.

Non solo un piccolo tifoso della Magica, ma anche un calciatore in erba che frequentava la Totti Soccer School della Longarina a Ostia Antica.
A sottolineare il suo amore per il calcio e la sua passione per l’As Roma è stato papà Stefano che ha ricordato la prima volta allo stadio insieme: «Qualche anno fa l’ho portato a vedere Roma-Sassuolo, era entusiasta, si era divertito così tanto che mi ha pregato di accompagnarlo ad un’altra partita. Siamo andati insieme all’Olimpico per Roma Milan. Ora tiferà da lassù». Commosso e addolorato il suo allenatore: «E’ stato un cammino interrotto troppo presto. C’è tanta rabbia per una sorte così crudele. Simone era silenzioso e garbato. Perché è andata così? Perché a 11 anni? Imitavi Ronaldo con la radiocronaca di un bambino felice. Lasci un vuoto struggente».
Tra i primi banchi i compagni della I C dell’istituto di via Mare dei Caraibi. Sei stato accolto dagli angeli - hanno detto commossi - ci hai insegnato l’amore. Si è spenta la nostra felicità, ma hai aperto il cuore e la mente di tutti, l’anima e le emozioni. Riposa in pace ovunque tu sia. Ci mancherà il tuo sorriso, lupetto e lupacchiotto».


 Simone non era solo un patito del calcio, frequentava anche gli scout. Il parroco Don Giovanni Falbo durante l’omelia ha sottolineato come «la morte non è fine di tutto. Simone vivrà sempre. È eterno. È un giusto. Simone è bellezza, è amore». Prima della fine della celebrazione il cugino di Simone ha voluto leggere “Funeral Blues”, la poesia del britannico Wystan Hugh Auden. «Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest, la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica, il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto; pensavo che l’amore fosse eterno: e avevo torto». All’uscita della chiesa il feretro è stato accolto e salutato da una moltitudine di palloncini bianchi, lasciati andare verso il cielo e accompagnati da un lungo applauso. Intanto la Polizia di Stato ha confermato che al momento non ci sono indagati per la morte del bambino, mentre si attendono i risultati dell’autopsia, terminata lunedì e a cui ha collaborato un medico esperto in malattie congenite.
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