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Bottega dà casa e lavoro a 50 profughi ucraini: «Doveroso, queste persone se lo meritano»

Sandro Bottega
4 Minuti di Lettura
Domenica 27 Febbraio 2022, 09:22 - Ultimo aggiornamento: 18:45

GODEGA DI SANT'URBANO (TREVISO) - I primi 6 arriveranno a Nordest questa sera: marito, moglie, tre bambini e nonna. Ma saranno in tutto 50 gli ucraini a cui Bottega Spa, azienda di vini e liquori con sedi fra Veneto e Friuli, darà una casa e un lavoro. «Facciamo quello che è possibile, non è molto, ma queste persone se lo meritano», spiega Sandro Bottega, presidente del gruppo di famiglia che porta avanti insieme ai fratelli Stefano e Barbara.

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GLI IMPORTATORI
Lo storico quartier generale è a Bibano, frazione di Godega di Sant'Urbano, in provincia di Treviso. Il nuovo centro logistico è a Fontanafredda, alle porte di Pordenone. È attorno ai due stabilimenti che verrà offerta una nuova opportunità di vita alle persone in fuga dall'Ucraina. A cominciare dal primo nucleo familiare, scappato in auto verso l'Ungheria, con tutta l'angoscia di abbandonare la propria patria e l'ansia di arrivare salvo a destinazione. «Conosciamo tante persone lì specifica Bottega un mercato che per noi vale un milione di euro e che ora è ovviamente sospeso. Fra i nostri prodotti, gli ucraini apprezzano le grappe e i rossi. Così abbiamo i nostri importatori, collocati in particolare nel territorio a ovest di Donetsk. Ma al di là del lavoro, negli anni con queste persone si sono consolidati dei rapporti di amicizia. Di conseguenza in questo periodo ci sentiamo tutti i giorni e siamo molto colpiti dai loro racconti sulla situazione drammatica che stanno vivendo».

Questa settimana è stata un crescendo di contatti e di paura. «Di fronte alle esplosioni sottolinea l'imprenditore i nostri collaboratori ci spiegano che la volontà sarebbe quella di tenere aperti i negozi, perché la popolazione possa comprare da mangiare. Ma purtroppo stanno aumentano le chiusure e la quotidianità è diventata difficile. Questa situazione deve essere ribaltata, sennò sarà una carneficina. Bisogna che la politica a livello internazionale si unisca per arrivare a un cessate il fuoco. Ma nel frattempo noi non potevamo stare a guardare e ci siamo offerti di dare un aiuto».


LA COLLABORAZIONE
L'azienda veneto-friulana ha deciso di prendere in affitto diversi appartamenti, in cui saranno accolti i profughi, che potranno anche lavorare. «Molti sono bambini precisa Bottega ma gli adulti che vorranno, troveranno un impiego da noi. Siamo partiti dai nostri distributori, però poi la rete delle persone da sostenere si è allargata, per cui non sappiamo di che profili si tratta. In ogni caso non sarà un problema e confidiamo nella collaborazione da parte delle nostre comunità. Gli amici ucraini sono gente come noi: parlano un'altra lingua, ma lavorano, molti fanno business, hanno un buon tenore di vita. È come se improvvisamente fossero passati dal giorno alla notte, con un salto decisamente assurdo». L'impresa nel 1995 aveva raccolto fondi per Sarajevo e nel 2014 si era mobilitata per la Crimea. «Ma non avevamo mai attuato un'operazione così consistente come quella di adesso confida il presidente perché la crisi che ci troviamo davanti è decisamente grave. Eroici noi? No, stiamo facendo il minimo».

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