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Ucraina in ginocchio, Cina sempre più alleata della Russia: sfida agli Usa per riprendersi Taiwan

Telefona fra Xi e Putin, amicizia inscindibile

Ucraina in ginocchio, la Cina sempre più alleata della Russia: sfida agli Usa per riprendersi Taiwan
di Paolo Ricci Bitti
5 Minuti di Lettura
Venerdì 25 Febbraio 2022, 12:17 - Ultimo aggiornamento: 15:35

Il fragore delle esplosioni delle granate russe a Kiev si sente bene a Taipei, la capitale di Taiwan, l'isola che la Cina rivendica come la Russia con l'Ucraina. Ora che Putin è passato alle vie di fatto, non tira una bella aria per i 23 milioni di abitanti dell'isola di appena 36mila chilometri quadrati (poco più di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta) che dista appena 160 chilometri dalla costa cinese nel Pacifico occidentale.

Il nuovo fronte fra Cina e Taiwan

Ieri, il giorno dell'invasione dell'Ucraina, una formazione di 8 caccia e un bombardiere cinese hanno sfiorato la cima del grattacielo Taipei a forma di bambù e alto 510 metri che torreggia sulla capitale dell'isola di Formosa. Il loro sibilo è da anni comune per gli abitanti dell'isola che avevano goduto di un po' di calma durante i giochi olimpici invernali ospitati da Pechino. Un raid seguito, poche ore dopo, dalla telefonata fra il presidente cinese Xi e Putin durante la quale è stata ribadita la loro inscindibile amicizia. 

Chiuse le gare olimpiche sono insomma ricominciato i voli di avvertimento della aeronautica militare cinese che lancia raid con i caccia Shenyang J-16 nel cieli taiwanesi innescando il decollo in Scramble (allarme) dei caccia F-16 Falcon di Taipei, la cui aeronautica militare conta anche sull'Aidc F-CK-1 Ching-kuo, versione locale dell'F-16, e su Mirage 2000. Ingenti aiuti americani permetteranno di rafforzare la flotta aerea con altri F-16 Viper, ma è chiaro che si tratterà sempre di Davide contro Golia. 

 

Incassato - almeno per ora - lo smacco in Ucraina, che cosa farà Biden? Il presidente Usa sa bene che ogni debolezza nel teatro europeo rappresenterà un'ulteriore tentazione per la Cina che si è già offerta di comprare gas e grano dalla Russia attenuando così l'effetto delle future sanzioni. Pechino valuta il peso di ogni parola nelle dichiarazioni di questi giorni: non ha mai usato la parola "invasione" e ha detto che sono comprensibili molte delle ragioni espresse dall'amico Putin che, a differenza di Biden e di altri leader occidentali, ha fatto la cortesia di partecipare alla cerimonia di apertura dei Giochi a Pechino.

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Cortesia ricambiata da dichiarazioni come questa: «La Cina si oppone a qualsiasi sanzione illegale che leda i diritti e gli interessi legittimi della Russia», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, secondo cui «gli Stati Uniti hanno imposto più di 100 sanzioni alla Russia dal 2011», che sono risultati strumenti «non fondamentali ed efficaci per risolvere i problemi».  «Qual è il risultato delle sanzioni? Credo che tutti lo conoscano», ha osservato poi Wang, aggiungendo che le misure unitive e restrittive «porteranno solo gravi difficoltà all'economia e al sostentamento delle persone».

La Cina da ormai tre anni non è più il primo paese nella classifica delle nazioni che gestiscono il debito pubblico americano (il Giappone l'ha superata oltre quota mille miliardi di dollari), ma resta ancora determinante in un periodo in cui l'inflazione risale in conseguenza alle misure Usa per fronteggiare la pandemia. Il presidente Xi da una parte esalta allora i sempre più stretti rapporti con la Russia, anche in campo aerospaziale, dall'altra tiene sulla corda gli Stati Uniti per capire fino a che punto può spingersi nella sua campagna di logoramento per riannettere la Repubblica di Cina, indipendente dal 1949. 

Un enorme problema per Biden: l'Ucraina è il 67° paese nell'elenco dei rapporti commerciali con gli Usa, mentre Taiwan è il 9°, con una quota decisiva di importazioni di tecnologia (microchip) che rendono l'isola della leader Tsai Ing-wen una potenza del settore in grado di condizionare industrie di peso come quella dell'auto.   

La difesa americana di Taiwan diventa allora un asset assoluto per gli Usa assai più di quello relativo all'Ucraina, nonostante le storiche implicazioni con i paesi alleati dell'Europa. 

 Per questo motivo, Pechino «spera che le parti interessate ci riflettano seriamente e cerchino di risolvere il problema attraverso il dialogo e le consultazioni». La Cina, ha ricordato inoltre Wang nel briefing quotidiano, «ritiene che l'integrità sovrana e territoriale di tutti i Paesi debba essere rispettata e che la Carta dell'Onu debba essere sostenuta». Il portavoce ha sollecitato l'adozione in Europa «di un meccanismo di sicurezza equilibrato, efficace e sostenibile».

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